 |
PAOLO VI
ANGELUS
DOMINI
Domenica, 10 dicembre 1972
Fra quindici giorni è Natale.
È una festa a tutti molto cara. Vale la pena
di concederle il cuore. Risveglia il senso della vita, il gusto dei sentimenti
buoni, il bisogno della felicità domestica, la simpatia per gli uomini fratelli,
il desiderio di festa e di pace. È un giorno bello; fervono i preparativi per
goderlo serenamente: auguri, acquisti, regali, inviti e conviti, piccoli lumi e
umili canti, ed anche per molti ormai escursioni in cerca di neve e di amici.
A noi piace vedere la gente che così, onestamente, si riposa, si rallieta e si
ricorda ch’è venuto il Natale. Noi ve lo auguriamo fin d’ora tranquillo e
giocondo, e mandiamo a tutti la nostra cordiale benedizione.
Ma lasciate che noi vi ricordiamo il carattere essenziale di questo giorno
benedetto, affinché sia vero e pieno il suo gaudio. Il suo essenziale carattere
è quello di essere sacro, d’essere giorno religioso più d’ogni altro. Se
religione significa rapporto fra Dio e l’uomo, dobbiamo riconoscere e celebrare
il rapporto che il Natale di Cristo, cioè del Verbo di Dio, Dio Lui stesso,
fattosi uomo, ha stabilito fra cielo e terra. È l’avvenimento più grande della
storia, preludio del mistero pasquale con cui si compie la salvezza del mondo.
Tentiamo di pensarci: e proveremo le vertigini d’una realtà stupenda e
ineffabile resa accessibile nell’umiltà del Presepio. Che non manchi anzi un
piccolo presepio dove sono bambini; e ricordiamoci che per essere ammessi al
regno dei cieli, come ci dirà il Vangelo, tutti dobbiamo farci bambini, e
sentirci poveri di spirito.
Poi ricordiamoci, sì, dei bambini e dei Poveri. Si fanno tante spese a Natale, e
forse alcune superflue e vanitose. Come godere la festa senza aver procurato un
po’ di letizia, un po’ di aiuto ai piccoli, agli orfani ai bisognosi, ai
sofferenti? Cuore, cuore grande occorre per il Natale: sentire è capire, dare è
godere. E poi la Pace! il Natale è il giorno della dichiarazione della Pace
sulla terra. L’avremo almeno nel Vietnam? o è ancora lontana? laggiù, e in
Irlanda, e nella terra di Gesù? e in tanti altri Paesi, corrosi da lotte e da
discordie?
Dovremo riservare a Natale una preghiera speciale per la Pace che deve piovere
dal cielo, e riprenderemo la preghiera al primo gennaio, giornata della Pace,
che vogliamo sia vittoriosa finalmente fra gli uomini di buona volontà.
Ce la ottenga Maria, che la introduce nel mondo; è Cristo, nostra Pace!
|