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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 11 marzo 1973

 

Questa è la prima domenica di Quaresima. Noi ci rivolgiamo a quei cristiani che vogliono essere davvero aderenti allo spirito e al costume della Chiesa, e li esortiamo a dare importanza a questo periodo di speciale intensità spirituale, che è la Quaresima; ed a tutti, del resto, vorremmo far notare come sia sapiente nella pedagogia della Chiesa questo ricorrente annuale richiamo alla revisione dei nostri animi, in ordine al loro bisogno di restauro, di rinnovamento interiore e morale, di permanente tensione verso un’espressione logica e forte della nostra forma di vita. Siamo sopraffatti, è vero, dagli avvenimenti incalzanti e gravi delle cronache quotidiane, dagli affari, dalle questioni, dalle difficoltà, ed anche dalle distrazioni dell’esistenza moderna; ma dobbiamo saper conservare simultaneamente un certo grado di libertà personale per essere uomini di vita propria, e cristiani di vita religiosa, cosciente e segnata da momenti silenziosi di riflessione, di ascoltazione, almeno interiore, della Parola di Dio; ricordiamo: non di solo pane materiale, non di soli interessi temporali vive l’uomo, ma anche, e soprattutto, d’ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Non foss’altro per meglio conoscere e per penetrare il senso dei fatti, dalla cui corrente siamo trascinati e per dedurne i doveri che danno guida e valore ai nostri giorni fuggitivi.

E noi fortunati, se docili a questo invito della Chiesa, possiamo partecipare, almeno un po’, allo spiegamento lirico e profondo della sua liturgia quaresimale, piena di canti e di pianti, come non mai commossa dalla coscienza del peccato umano, del dolore umano, della morte umana; misteri oscuri questi, che si rischiareranno prodigiosamente all’apparire graduale del sanguinoso e redentore dramma della Croce.

Qui a Roma si frequentavano un tempo le cosiddette Stazioni quaresimali, cioè chiese, una al giorno, dove la gente pia e disponibile si radunava per pregare, specialmente sulle tombe dei Martiri. Esistono ancora i «Cultores Martyrum»? Erano devoti e saggi corifei di umili fedeli, inebriati di memorie antiche e di speranze future. Forse sì. Ma ciò che più importa è il dovere di quanti hanno senso ecclesiale di non lasciare trascorrere la Quaresima senza accoglierne l’invito alla degna preparazione alle feste pasquali.

Così ci sia di guida Maria, la «Ianua Caeli».

                                      

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