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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
Venerdì, 29 giugno 1973

 

Rinnoviamo insieme, Figli carissimi, la nostra adesione, la nostra devozione a San Pietro, oggi ch’è la sua festa. Vi è interessata l’autenticità della nostra professione cattolica, anzi la validità della nostra religione cristiana.

Tutto il nostro sistema religioso è fondato sulla fede, la quale non è soltanto un sentimento spirituale e personale; essa è fondata sopra una testimonianza esteriore, umana e sociale, relativa alla realtà storica del Vangelo, all’effettivo avvento di Cristo sulla terra e in un dato tempo, alla parola da Lui annunciata, ai fatti della sua vita in mezzo agli uomini, e al mistero inoppugnabile della sua risurrezione. Noi, lontani quasi venti secoli da questo sovrano e complesso avvenimento, ne abbiamo esteriore e sicura notizia, da chi? dagli Apostoli, da diretti ed oculari «testimoni preordinati da Dio» (Act. 10, 11), da Pietro e da Paolo specialmente, che alla esperienza sensibile, ebbero aggiunto un carisma straordinario di rivelazione divina, personale e diretta (Cfr. Matth. 16, 17; Act. 9, 4 ss.), per cui divennero, con gli altri apostoli e discepoli favoriti dalla convivenza temporale con Cristo (Cfr. 1 Io. 1, 1-3), i testimoni assertori qualificati della venuta e della rivelazione del Signore nel mondo. Accettando questa testimonianza, convalidata da un dono interiore di grazia, noi crediamo, noi entriamo nel regno della fede, la quale ci introduce a sua volta in un nuovo e vitale rapporto, la carità (Gal. 5, 6), con Cristo e con Dio.

Pietro fu posto a capo di questo disegno, che si chiama la Chiesa, ossia l’officina della nostra salvezza. Ecco, come tutti sappiamo, perché è estremamente importante per noi (oggi tanto predisposti a valutare soggettivamente ogni cosa), essere inseriti nell’edificio che Cristo costruisce sopra Pietro, la Chiesa; essere parte del gregge, di cui egli Pietro, vicario primo di Cristo, è pastore supremo.

Molti oggi propendono a dire: Cristo, sì, lo accettiamo; ma la Chiesa, no. Altri dicono: una Chiesa, sì, ci vuole; ma quella di Pietro, no. Con quale autorità storica, evangelica, carismatica, possono essi asserire questo? come restare con Cristo ed in Cristo, prescindendo dal vincolo di unità, con lui e fra noi, da lui stabilito?

Per quanto ci riguarda, cerchiamo noi d’essere umilmente, fedelmente uniti a Pietro, e lo saremo alla Chiesa, lo saremo a Cristo, lo saremo alla vita divina, che da Lui solo ci viene.

                                    

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