 |
PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 5 agosto 1973
Salute a voi, cari visitatori e carissimi figli!
La vostra visita, che
insegue la nostra ricerca di un po’ di solitudine e di un po’ di verde, ci ‘dice
che anche voi siete ufficialmente, se non sempre in realtà, in vacanza; ed
ancora questo tema d’immediata conversazione prevale nel nostro piccolo dialogo
festivo. E all’augurio delle buone vacanze, cioè del riposo ristoratore a
sostegno della consueta e per molti pesante attività, vogliamo aggiungere un
voto, che sembra contraddire il primo, ma invece lo perfeziona e garantisce alle
buone vacanze una loro impagabile soddisfazione: facciamo in modo che questo
tempo libero, che chiamiamo vacanze, non sia del tutto né dissipazione, né
egoismo. Distensione, ristoro, ricreazione (nel senso etimologico), sì, ma
intelligente e vigilante. Vi sono, ad esempio, letture serie, alle quali non
possiamo dare durante l’anno il tempo necessario; vi sono escursioni, che sono
scoperte delle tante belle ricchezze della nostra storia e della nostra arte, a
queste diamo di preferenza la nostra scelta.
E poi ricordiamoci che le vacanze sono il periodo privilegiato per le buone
amicizie, per conoscere luoghi, costumi, bisogni del popolo che di solito non
avviciniamo, e per l’incontro con nuove persone degne della nostra
conversazione. Niente fatuità, niente egoismo: il pensiero della povera gente,
ed ancora essa è moltitudine, non deve essere cancellato dai nostri spiriti;
guardiamo nella stampa la documentazione dei paesi ove si muore di sete e di
miseria totale, ai paesi dove guerre e guerriglie infieriscono ancora, a quelli
del famoso terzo mondo, che non trova forze in se stesso per sollevarsi a
livello umano e moderno; e ci sia, se mai, pungente in fondo al cuore la
dissipazione inutile e provocatrice del nostro denaro superfluo, che senza
troppo sacrificio può essere destinato alla consolazione dell’altrui miseria.
Noi sappiamo di giovani che consacrano non solo i loro risparmi, ma le loro
stesse vacanze per assistere opere di bene, in nome di Cristo; Dio li benedica.
Ciò non è domandato a tutti, certamente. Ma a tutti è richiesto che la lampada
interiore della carità non si spenga durante questo periodo, che forse è più
d’ogni altro propizio al suo tacito e stupendo irradiare.
|