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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 26 agosto 1973
E' stata diffusa la notizia che sarà quanto prima promosso in Danimarca (Paese
celebre e caro per ben altri titoli), e prodotto e diffuso in altri Paesi, un
turpe film erotico su Gesù Cristo. Se ne è già parlato molto, e vi sono già
state critiche anticipate e proteste pubbliche e private, piene di disgusto e di
deplorazione.
Non possiamo noi stessi tacere la nostra pena personale per l’ignobile e
blasfemo oltraggio, in cui si intende deformare la figura intangibile del nostro
Salvatore, supremo oggetto della nostra fede e del nostro amore. Ne rimarrà
offesa tutta la religione cristiana. Anche molti Protestanti hanno già
apertamente reagito.
Non può essere invocata, a noi pare, nel caso presente, la libertà dell’arte,
della storia, della cultura, e nemmeno di certe tendenze mistiche filocristiane
di alcuni gruppi di gioventù moderna, per giustificare un simile vilipendio, a
quanto si dice, di ciò che il mondo ha di più sacro, e il popolo credente ha di
più caro.
Cristo è fatto zimbello di sacrileghe ed immonde falsità: questa è la realtà.
Dov’è la nostra comune coscienza morale e civile? Possiamo ammettere che si
degradi a tal punto la nostra convivenza sociale?
Purtroppo un largo e triste mercato pornografico si diffonde oggi con estrema
facilità, e sembra non trovare più argine, a causa di un moderno malcostume,
progressivamente permissivo, al quale non sono estranei bassi calcoli di vili
guadagni.
Ma ciò non dispensa noi dall’essere uomini sani, dall’essere cristiani fedeli, e
dall’esserlo con tanto maggior rispetto verso i supremi valori dello spirito e
della società. Ed è per questo, figli carissimi, che noi accenniamo con intimo
dolore a codesti penosi fenomeni; per tributare a Cristo, purissimo e
crocifisso, l’adesione della nostra fedeltà, e per ottenere al nostro secolo la
resipiscenza verso il Cristo divinamente trasfigurato e umanamente salvatore.
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