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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 9 dicembre 1973

 

3 - Un momento felice
per l’evidente protezione della Madonna

Figli carissimi,

Noi vi dobbiamo ringraziare per l’accoglienza, che voi e tanti, tanti cittadini di Roma, col Signor Sindaco in testa, col nostro Cardinale Vicario, e molte altre Autorità e Personalità, avete fatto alla nostra visita di devozione al monumento alla Immacolata in Piazza d’i Spagna. È stata un’ora molto bella, nonostante l’incerta stagione invernale, per l’atto di pietà, semplice e popolare, che la Città di Roma ha reso alla Madonna, ma nello stesso tempo atto pubblico e spontaneo, ed anche pieno di brio e di compiacenza nella folla che vedeva il Papa passare in una carrozzella. È stato per tutti un mo#- mento felice. E noi pensiamo che la vera ragione di codesta rispettosa allegria non sia da cercare solo nella scena singolare e un po’ divertente della riabilitazione di quell’antico e modesto, ma sempre onorato, mezzo di trasporto, quanto piuttosto nel senso di familiarità e di unione, che quel nostro passaggio, non certo trionfale, ma tanto più cordiale, ha prodotto in voi e nella gente spettatrice. Il Popolo ha sentito il Papa a sé vicino, ed il Papa altrettanto ha sentito a sé vicino il Popolo; e questo è piaciuto assai anche a noi.

Perché noi, Vescovo di Roma, non possiamo desiderare di meglio, investiti come siamo della missione pastorale in questa nostra Città e Diocesi, che di avvertire come i Romani, cittadini, ospiti o pellegrini che siano, vogliono essere stretti d’intorno a noi, non tanto per i segni esteriori della dignità del nostro ufficio, quanto piuttosto per gli atti della nostra affezione per loro, della nostra funzione pastorale, diciamo pure della nostra solidarietà socia1.e e della nostra personale comunione di fede e di carità.

Proprio così. Dobbiamo ritessere, Figli carissimi, nella devozione vostra e nel servizio nostro, i sentimenti ed i vincoli della nostra comunità spirituale, dobbiamo sentirci felici d’essere «Chiesa», cioè società di persone che credono, pregano, vivono e si aiutano insieme, nel nome di Cristo. Cose che tutti sappiamo, ma che noi di Roma specialmente dovremmo vivere con maggiore coscienza, con migliore aderenza, con più piena letizia. Noi pensavamo, in questa lieta circostanza, all’anniversario della chiusura del Concilio, 8 dicembre, otto anni fa; e ricordavamo l’impegno globale, che quel grande avvenimento ci ha lasciato: rinnovare e attivare nel Popolo di Dio il senso della Chiesa vivente; e l’episodio della carrozzella che passo, passo, in mezzo ad una folla di figli festanti, va verso la Madonna, ce ne ha confortato il ricordo e la speranza.

                                        

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