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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 23 dicembre 1973
Buon Natale, Figli carissimi, buon Natale!
È l’augurio comune, in questi giorni, di tutti a tutti. Anche noi lo ripetiamo
con voi e per voi.
Vorremmo esprimerlo questo augurio interpretandone le ragioni profonde e
originali. La prima ragione, che lo riempie dei suoi veri motivi, voi lo sapete,
è quella storica e religiosa; è quella del presepio, quella della nascita di
Gesù, il Salvatore, quella del mistero dell’Incarnazione. Non la dimentichiamo
questa ragione; noi spegneremmo altrimenti la prima e vera lampada del Natale,
la lampada che illumina tutta la vita (Cfr. Io. 1, 9), e che le dà senso,
orientamento, bellezza, speranza, felicità. Ma questa è ragione che celebriamo e
meditiamo nella preghiera, in Chiesa; è là che la luce si accende nelle tenebre
della nostra esistenza.
Altra ragione per il buon Natale è umana, umanissima; è data dalla celebrazione
della vita; ne gode la famiglia riunita, nell’affetto, nel rispetto, nella
concordia, nella pace del focolare e nella letizia domestica; i bambini,
specialmente, i figli tutti, i genitori, i vecchi, i parenti, gli ospiti, ed
anche i domestici, ognuno vi ha un posto che risplende di dignità, semplice e
buona; sappiate riconoscerla, sappiate gustarla. Noi saremo presenti
spiritualmente in ogni famiglia cristiana, in ogni comunità familiarmente
riunita con la nostra paterna benedizione.
E gli assenti? i lontani? gli ammalati? quelli che il dovere impedisce di
assidersi alla mensa comune? i Poveri, gli umili e gli umiliati? ecco un’altra
ragione per il buon Natale: nessuna persona sia dimenticata; il ricordo, il
sentimento affettuoso, la preghiera, un qualche segno cortese, se possibile,
suppliscano la loro mancata presenza. Il Natale è festa d’unione; anche i nostri
Defunti vi abbiano un posto di memoria, pia e cordiale. Ed anche coloro che ci
fossero ostili e antipatici non siano privi nei nostri animi d’un raggio di
generosa bontà.
E poi v’è la pace a cui pensare negli auguri del Natale. Il Natale è festa
generatrice di pace. Procuriamola, innanzitutto, a noi stessi, nelle nostre
coscienze, voi sapete come. E mettiamo la pace nel programma ideologico della
nostra vita: ne riparleremo a capodanno. E per il mondo auspichiamo la pace, la
pace fra le Nazioni, la pace sociale; e traduciamo l’augurio in preghiera:
questa è buona politica; e in questi giorni quanto mai piena d’urgenza e di
speranza! E Maria, cuore della festa, faccia suo il nostro augurio cristiano, e
lo renda efficace: buon Natale, buon Natale!
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