 |
PAOLO VI
REGINA COELI
Domenica, 6 maggio 1973
Dobbiamo a voi
dare spiegazione della cerimonia testé da noi celebrata nella Basilica di San
Pietro. Abbiamo voluto così commemorare il XVI centenario (non è una piccola
distanza nel tempo!) della morte di Sant’Atanasio, Vescovo di Alessandria di
Egitto; e abbiamo voluto onorare così la presenza fra noi del nuovo Patriarca
Copto-ortodosso Shenouda III, che, con un suo seguito molto rappresentativo, è
nostro ospite in questi giorni.
Sorgono spontanee due domande: chi era S. Atanasio, e chi sono i Copti
ortodossi? in altri termini: perché Roma dà solennità a questi motivi, che non
hanno profonda radice nella nostra cultura religiosa? Possiamo qui limitare la
nostra risposta: proprio per supplire a questa nostra insufficiente informazione
abbiamo sentito il dovere di dare risalto a queste due circostanze, celebrando
in San Pietro uno speciale culto divino («Cappella Papale», lo chiamano). Del
resto a nessuno resta ignota la grande figura di Atanasio, proprio in relazione
alla nostra professione di fede cattolica in ordine, niente meno, a Gesù Cristo
nostro Signore. Egli, come San Pietro nel Vangelo, rispose alla sempre instante
domanda: chi è Gesù Cristo? rispose come aveva risposto, vincendo i dubbi e le
ambigue opinioni del tempo (siamo al IV secolo, agli inizii della vita pubblica
della Chiesa) il primo Concilio ecumenico, quello di Nicea, nel 325: Gesù Cristo
è il Verbo di Dio, il Figlio di Dio fattosi uomo, della stessa sostanza del
Padre, Dio Lui stesso, con lo Spirito Santo, nell’unità ineffabile dell’Essere
Divino, vivente nella Trinità misteriosa delle tre Persone Divine. Siamo al
cuore della somma Realtà, della suprema Verità della prima conquista della
nostra Fede.
Atanasio difese, contro l’insorgente arianesimo specialmente, con una vita piena
di guai, questa Fede, che da Roma ebbe sempre espressione e sostegno. Simbolo di
fermissima fedeltà e di testimonianza eroicamente sofferta, egli ci dà la gioia
d’aver con noi la sua Chiesa, staccatasi dalla comunione cattolica, anche per
controversie politiche, ora insussistenti, dopo il Concilio di Calcedonia (451),
che definì nell’unità della Persona essere in Cristo le due nature divina ed
umana, una Chiesa rifiorente, e in atto di riflessione, mentre ora è lieta di
proclamare con noi l’identica fede nicena di Atanasio, campione dell’unità
dell’Oriente con l’Occidente latino, ospite lui stesso della Chiesa romana ai
tempi di Papa Giulio, nel 339, per un lungo soggiorno.
Voi vedete, Figli carissimi, come i ricordi del passato diventano presagi e
speranze del futuro; e per il loro compimento ora preghiamo.
|