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PAOLO VI
REGINA COELI
Domenica, 20 maggio 1973
Fratelli,
anche noi siamo tristi, perché tutti respiriamo l’atmosfera che vili e crudeli
fatti di sangue, anche se isolati ed episodici, rendono minacciosa ed amara per
l’intera convivenza. La violenza ancora esplode nel mondo; diventa patologia
sociale contagiosa; scatena gesti di folle delinquenza; organizza trame di
secrete ed astute connivenze; impugna le armi, con spirito vendicativo, per
inasprire, non per risolvere le vertenze tra i popoli; diffonde la disperata
opinione d’una sua inguaribile necessità; rende per l’intera società dubbiosa la
sua interiore solidarietà; scoraggia lo sforzo d’un lavoro audace e concorde; e
delude in molti animi la speranza per un mondo davvero migliore.
Fratelli! Dobbiamo reagire spiritualmente alla tentazione d’un simile
scoraggiamento che potrebbe essere fatale per noi e per la nuova generazione.
Dobbiamo piuttosto riaffermare propositi e programmi di operosità, di concordia,
di pace virile e civile. Sappiamo confortare nel popolo il senso ed il gusto
dell’onestà e della bontà; sappiamo sostenere le iniziative e le istituzioni
operanti per il bene comune.
Rileggiamo il Manzoni, di cui in questi giorni si commemora il centenario della
morte. È genio universale, e vale ancora per tutti. È un tesoro inesauribile di
sapienza morale. L’eco delle sue parole ci insegue con sempre nuova ed attuale
umanità: «La vita non è un peso per molti e una festa per alcuni . . . si
dovrebbe pensare più a far bene, che a star bene; e così si finirebbe per star
meglio . . . I guai, vengano per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li
raddolcisce e li rende utili per una vita migliore . . . Dio perdona tante cose
per una opera di misericordia . . . Ci sono poche cose che corrompano tanto un
popolo, quanto l’abitudine dell’odio . . .», eccetera.
Non è il Manzoni soltanto quel grande letterato ed artista, che tutti più o meno
conosciamo, e non è soltanto il pensatore sottile e critico che forse pochi
conosciamo. Il Manzoni è un maestro di vita. Ci può consolare in questi ed in
altri momenti bui della nostra terrena esperienza: «Il Manzoni ha stima
dell’uomo; dell’uomo che sa confidare in Dio, che cammina per le vie della
Provvidenza, che pratica e vive i valori genuini del Vangelo» (C. ANGELINI).
Ascoltiamolo un po'.
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