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PAOLO VI

REGINA COELI

Solennità dell'Ascensione
Giovedì, 31 maggio 1973

 

Questo nostro ormai abituale appuntamento festivo ci invita a guardare la scena del tempo alla luce che piove dal cielo sulle nostre cose terrene. La festa odierna dell’Ascensione ce ne dà lezione.

Fra i tanti avvenimenti, che offrono a questa introspezione, uno ricorderemo, che nei prossimi giorni ci fa commemorare il decennio della pia morte di Papa Giovanni; la sua paterna figura ci ricompare davanti, ravviva in tutti il rimpianto della sua precoce scomparsa, risuscita il sentimento di simpatia e di venerazione, che egli seppe accendere intorno a sé. Celebreremo noi stessi in S. Pietro il rito di cristiana pietà, per lui destinato, il prossimo 2 giugno, vigilia del giorno anniversario della sua terrena scomparsa.

E allora che ciascuno di noi ripensi all’amabile conversazione da lui rivolta alla Chiesa e al mondo, e cerchi di scoprirne la chiave, che la fece a noi tanto vicina, tanto paterna e convincente; e forse si avvedrà che quella chiave aveva un duplice nome, per cui è tuttora valida ad aprirci il senso del Concilio indetto ed iniziato da Papa Giovanni, a introdurci nella missione propria della Chiesa nel turbine della storia attuale, a ridarci i tesori della speranza, nascosti nelle eterne pagine del Vangelo. Un duplice nome, quasi il verso ed il risvolto d’una medaglia: fedeltà e rinnovamento. Tutto qui! ma quale ricchezza di sapienza e di azione è contenuta in questa sintetica formula. La ricordiamo a suo onore e a nostro conforto; e come preziosa eredità tutti la faremo nostra, impegnati a riviverla nell’Anno Santo del ‘75, che inizia localmente il suo itinerario spirituale con la prossima Pentecoste: fedeltà e rinnovamento, promotore Papa Giovanni, ed auspice la Regina del Cielo.

                                   

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