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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica,10 marzo 1974

 

Lasciate che noi richiamiamo alla vostra memoria un anniversario, che cade in questi giorni, precisamente posdomani, il 12 marzo, della incoronazione, avvenuta trentacinque anni fa, di quel grande Papa, nostro Predecessore veneratissimo, Eugenio Pacelli, insignito del nome che resterà certamente venerato e glorioso nella lista storica dei Pontefici Romani, Pio XII.
Perché ricordarlo? Un dovere del cuore ne fa a noi obbligo personale. Fu persona affabile ed eletta. Noi siamo stati per lunghi anni al suo diretto e quotidiano servizio, potendo godere della sua conversazione, tanto autorevole ma tanto semplice e tanto paterna, che essa ci è stata una continua scuola di cultura classica, religiosa e moderna, e per di più ci è stata espressione d’una sempre rettilinea coscienza del suo dovere pontificale e pastorale.
E poi ci obbliga a ricordare la figura di questo Papa alla vostra memoria un dovere di testimonianza sui criteri del suo governo ecclesiastico e del suo magistero dottrinale e spirituale. Aveva poi, quasi per punto d’onore di non lasciare alcun tema della cultura contemporanea, né alcun gruppo ammesso alla sua presenza senza una sua preziosa poliglotta parola, attinta alle fonti della più recente informazione scientifica.

Fu un erudito, sempre studioso, aperto alle moderne vie della ricerca e della cultura, nella sempre ferma e coerente fedeltà, sia ai principii della razionalità umana, sia all’intangibile deposito delle verità della fede. E sotto questo aspetto noi lo possiamo considerare come un precursore del Concilio Vaticano II.
E infine lo dobbiamo ricordare, Pio XII, come uomo forte ed amoroso, per la difesa della giustizia e della pace, sollecito per ogni umana sventura, resa multiforme e immensa specialmente nel periodo della guerra; Egli era del tutto alieno da atteggiamenti di consapevole omissione di qualche suo possibile intervento ogni qualvolta fossero in pericolo i valori supremi della vita e della libertà dell’uomo; anzi Egli ha osato sempre tentare, in circostanze concrete e difficili, quanto era in suo potere per evitare ogni gesto disumano e ingiusto.
Giovi a noi la memoria di questo Papa ad amare tanto più la nostra città di Roma, che lo chiamò «defensor civitatis», e a fare nostro programma il motto del suo stemma: Opus Iustitiae Pax.

                                  

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