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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica delle Palme, 7 aprile 1974
Figli carissimi!
Eccovi il nostro augurio di buona Pasqua, a voi annunciato con l’olivo
in mano, cioè nel segno della pace, e annunciato in anticipo, all’inizio di
questa sempre grande ed unica settimana santa, carica non solo della memoria, ma
altresì della celebrazione che ancora attualizza per noi i misteri della
redenzione cristiana. Nell’augurio è incluso l’invito tradizionale, proprio
del nostro ministero pastorale: «fate la Pasqua!», e fatela con intelligenza e
con passione! Invitiamo tutti! E la nostra voce vorrebbe essere più alta e più
suadente per quelli a cui più spontaneo e affettuoso corre il nostro interesse.
Abbiamo questa mattina stessa parlato ai ragazzi ed ai giovani venuti alla
nostra Messa in San Pietro, quasi in rappresentanza di tutta la gioventù. Ora
pensiamo ai Poveri e ai Baraccati; pensiamo agli Ammalati ed ai Sofferenti, a
tutti quelli che hanno bisogno di conforto. Il pensiero va agli Studenti ed ai
Lavoratori, ed a quanti sono di scena nel quadro del dramma sociale; ed a quelli
che ancora hanno le armi in mano e attendono giustizia e pace. Cristo non è
forse anche per loro?
E a tutti pensiamo; all’immensa moltitudine dei diffidenti, degli
indifferenti, dei lontani, delle tante persone incapsulate nei loro affari e
nelle loro faccende, incuranti della propria anima e della vita religiosa.
Vorremmo loro dire: Venite: v’è un posto anche per voi, proprio per voi. Venite;
basta poco, basta avere il senso dell’insufficienza di sé (e chi più sa, e
sperimenta la propria esistenza, non può non provare questo senso
d’insufficienza divorante); e poi occorre avere fede in Cristo Salvatore, per
trovare facile e normale il sentiero sacramentale, quello che ci conduce a
rivivere in noi il mistero pasquale, mistero della vita vera. Cristo è per
tutti, è per ciascuno: Egli può divinamente integrarsi alla personalità d’ogni
uomo che lo voglia. Auguri dunque di buona Pasqua ! Voti e benedizioni per
tutti! Auspice la Madonna!
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