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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Solennità dei Santi Apostoli Pietro e
Paolo Sabato, 29 giugno 1974
Noi siamo stati ieri sera, a Basilica chiusa, com’è costume, a venerare
la tomba di San Pietro, a benedire i Pallii, a invocare il Discepolo,
l’Apostolo, il Martire di Cristo, primo Vescovo di Roma, base e centro
dell’unità della Chiesa, incaricato di gestire le chiavi, cioè le potestà del
regno spirituale ch’è la vera religione fra terra e cielo. Abbiamo reso il
nostro omaggio a lui, Pietro, servo dei servi di Dio, Pastore universale del
gregge di Cristo. Potete immaginare se e quanto noi abbiamo trepidato anche
questa volta, pensando a questo nostro Santo incomparabile predecessore, quasi
noi fossimo oppressi dal confronto di quest’unico Uomo, primo Vicario di Cristo,
con il minimo presente suo successore, che noi siamo. Andavamo pensando alla
misura umana di Simone, figlio di Giona, dal Signore però chiamato Pietro, per
trovare nelle debolezze ricordate a suo riguardo qualche parentela con la nostra
bassezza; ma, come sempre, lo sentiamo subito giganteggiare davanti a noi per la
ricchezza emotiva della sua entusiastica passione per il Maestro, per la sua
ispirata e folgorante confessione della divina messianità di Gesù Cristo, per la
sua ardente capacità di amarlo, e poi di annunciarlo, di seguirlo, fino a Roma,
fino al martirio.
Abbiamo pregato tremando per noi umilissimi, e godendo per Roma, per l’intera
famiglia cattolica, sperando anche per quelle fraterne porzioni tuttora distinte
dall’inviolabile unità della Chiesa di Cristo; e poi non vi sappiamo dire con
quanto ardore abbiamo innalzato la nostra orazione per l’intera società umana,
per il mondo, per ogni singolo uomo, grande e piccolo, santo e peccatore. Vicino
e lontano, giovane e vecchio, defunto e vivente. Oh! com’è naturale, accanto
a Pietro, dilatare, come dice S. Agostino, «gli spazi della carità» a dimensioni
universali! Fate voi pure, così, Fratelli: pregate, pregate San Pietro, che ci
ottenga da Cristo d’essere tutti e veri seguaci di Cristo medesimo, nella santa
Chiesa di Dio. La devozione a San Pietro, pare a noi, conferisca alla nostra
espressione religiosa una triplice caratteristica, quella dell’universalità,
quella dell’autenticità e quella della fortezza. È la religione della fede e
della carità per tutti, quella di San Pietro; ed essa non può essere che tesa
verso la circonferenza estrema del mondo, vittoriosa della propria divina
univoca verità, e sempre generosa verso l’immancabile sacrificio di sé. Così,
Figli carissimi, San Pietro per mano nostra vi benedice.
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