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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 7 luglio 1974

 

Un pensiero domina questo nostro colloquio festivo: quello dei giovani; di quei giovani che hanno in questi giorni sostenuto gli esami scolastici, e che ora, per le vacanze, o meglio, per l’avvenire della vita, che loro si apre davanti, pensano in libertà, pensano a se stessi, pensano a ciò che più vale per loro: e che cosa è che più vale per loro?
Noi li pensiamo, noi li amiamo questi giovani, che tutti in qualche modo abbiamo vicini, e che sentiamo avanzarsi in folla, come un’onda incontenibile e soverchiante. È la nuova generazione che sale e che si afferma e prende coscienza di sé, e giudica il mondo che l’ha preceduta e che l’ha formata. Noi volentieri la accogliamo questa gioventù e volentieri le apriamo il posto e la via che le spetta nel nostro tempo.
Giovani! siate i benvenuti!
Noi leggiamo sui vostri volti carissimi e bellissimi due espressioni contrarie. Lasciate che noi, vecchio amico dei giovani, vi parliamo con confidenza. Vediamo un’espressione di grande energia, una voglia di vivere e di conquistare, un bisogno di certezza e di pienezza: così è, la vostra apertura sulla vita, è volontà, è amore.
Un’altra espressione vediamo: di incertezza, di scetticismo, di delusione: perché vivere? per chi vivere? quali sono i valori, quali sono gli ideali, a cui rivolgere codesta energia, codesta spinta verso la vita? dove collocare l’amore?

Ecco: noi comprendiamo cotesto tormento del vostro spirito, ora ridestato alla coscienza di sé e del mondo circostante. E comprendiamo il bisogno che fa soffrire oggi la gioventù: il bisogno famelico di ragioni superiori che devono guidare e sollevare il cammino della vita. Siete sofferenti del decadentismo moderno, della futilità dei motivi preposti alla vostra attività, della vacuità dell’edonismo che vuol surrogare in voi la forza, la bellezza, l’amore, la vera felicità.
L’indifferenza agnostica del pensiero attuale, il pessimismo critico di cui siete stati imbevuti, l’ideologia materialista del progresso sociale, voi lo intuite, non bastano al vostro spirito, aperto a ben altri orizzonti di verità e di vita. Voi soffrite, giovani; voi nel cuore forse silenziosamente piangete.
Ebbene, noi vogliamo, come fratelli anziani, darvi una mano con questo semplice saluto domenicale. Vogliamo assicurarvi, a codesta svolta della vostra vita; la via è per di qua; la via è Cristo. Tanti vostri compagni, che caratterizzano la vostra generazione, già lo pensano, lo comprendono.
Così vi aiuti questa nostra preghiera alla Madre del Cristo vivente.

                                

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