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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 14 luglio 1974
Salutiamo oggi i visitatori di Roma, pellegrini, turisti, forestieri,
che la stagione estiva rende forse più numerosi dei cittadini romani, in viaggio
loro stessi in cerca di riposo e di svago per le vacanze. Salutiamo con
sincera cordialità questi ospiti dell’Urbe, e vogliamo vedere in essi i
precursori di molti altri itineranti, che aspettiamo nei prossimi mesi e ancor
più per il prossimo Anno Santo. Diamo loro il nostro augurale benvenuto, che
faccia ad essi comprendere come noi, rendendoci interpreti della comunità
cattolica di questa nostra diocesi di Roma, li accogliamo come amici, come
fratelli, non come stranieri, sicuri di averli appunto amici e fratelli; e
vogliamo assicurarli che, per quanto ci riguarda, intendiamo rendere gradevole,
interessante, memorabile se possibile, il loro soggiorno nell’«eterna Città».
Ormai tutti conoscono l’arte di viaggiare, e perciò noi non pretendiamo fare da
guida ai visitatori di Roma; solo ci permettiamo di esprimere un suggerimento
che non stimiamo superfluo; ed è questo: Roma, un viaggiatore intelligente, per
conoscerla, per goderla, deve scoprirla. Non è che siano nascosti i suoi
monumenti, che riscuotono subito l’interesse e l’ammirazione d’ogni visitatore,
sia della Roma antica, sia di quella cristiana, sia anche di quella moderna.
Ma Roma - fermiamoci a quella che ci riguarda -, Roma non solo è storia, non
solo è arte, non solo è tipo d’una civiltà; Roma è mistero. Lo è perché il
destino trascendente dell’umanità ha qui la sua chiave, qui il suo segreto, che
deriva dal fatto ch’essa custodisce le Tombe degli Apostoli Pietro e Paolo, e di
tanti altri martiri e santi; qui la formula dell’unità e della cattolicità si
attesta silenziosamente, ma luminosamente in quella antica e sempre giovane
istituzione divino-umana, a servizio del mondo, che è la Chiesa Cattolica; qui
le voci dei secoli e delle cose, a ben ascoltarle, parlano di fede, di amore e
di pace; qui la trasparenza del Cristo paziente, vivente, e sempre presente,
quasi fosse ora la vigilia della sua riapparizione escatologica, si lascia
misteriosamente intravedere. Bisogna saper guardare, saper vedere, saper
capire. Allora il soggiorno romano, per breve e affaticato che sia, è, sì, un
momento originale, profetico e felice. E così noi lo auguriamo a voi, ospiti
carissimi, che onorate Roma della vostra illustre visita e della vostra
penetrante comprensione.
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