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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 18 agosto 1974

 

Uno degli avvenimenti preannunciati per la settimana che oggi comincia, il quale interessa in modo capitale l’avvenire della umanità, è la Conferenza Mondiale della Popolazione, che conclude a Bucarest l’anno della popolazione, indetto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per il corrente 1974.
È intuitiva l’importanza d’una tale Conferenza, se si pensa che tutto il mondo, anche quello non politico, ma operativo in modo qualificato, è convocato per esporre, per studiare, per segnare linee direttive circa il problema della vita umana sulla terra. Ed è non meno evidente l’estrema complessità di tale problema, il quale non può risolversi in un semplice e impressionante calcolo numerico degli abitanti nell’area mondiale, o nelle varie regioni geografiche del nostro globo. Eppure questa elementare ed empirica considerazione quantitativa, e, in fondo, materialista, la quale segna uno stragrande aumento di esseri umani, potrebbe essere prevalente, con le sue gravissime conseguenze, se non si considerasse, come certamente farà la Conferenza, ogni altro aspetto del problema, primo aspetto fra tutti quello del diritto alla vita, normale e crescente, proprio dell’uomo creato da Dio, per abitare, coltivare e riempire con la sua progenie la terra.

Il che comporta molte cose, tra cui primeggiano due norme fondamentali per l’esistenza e per il progresso del genere umano; economico-politica la prima: dare a tutti gli uomini la possibilità d’avere accesso al pane, di cui la terra lavorata con sudore è feconda; difficile impresa, ma ormai segnata dalla esigenza della giustizia universale e della civiltà veramente umana. Seconda norma, morale-esistenziale, è quella della paternità responsabile (Cfr. Gaudium et Spes, 47-52), che riconosce la sacralità della famiglia, la libertà della sua funzione procreatrice ed educatrice, il dovere di configurarla secondo autonomi, ma sempre saggi e morali principii. La prospettiva del benessere particolare e generale della società umana si ispira, con tante altre considerazioni etiche e sociologiche, a questi criteri. È in gioco, dicevamo, la vita dell’umanità. Ne abbiamo parlato, voi sapete, nella nostra Enciclica, intitolata Humanae Vitae.
Ecco perché la Santa Sede, con suoi competenti Rappresentanti, sarà presente alla Conferenza di Bucarest; ed ecco perché oggi invocheremo Maria, la nuova Eva, la Madre di Cristo e dell’umanità incamminata sulla via della salvezza, per il felice esito di questa Conferenza Mondiale.

                                   

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