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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 17 novembre 1974

 

Abbiamo anche noi, Figli carissimi, il cuore ferito ed esacerbato dagli annunci, che si ripetono in questi giorni, con paurosa recrudescenza, di rapine a mano armata, e specialmente di rapimenti di persone inermi ed innocenti, a scopo di estorsione di somme favolose, di denaro che diventa maledetto nelle mani dei rapitori. I familiari, soffocati dal dolore e dallo spavento spesso nemmeno dispongono del prezzo dell’iniquo riscatto e nuova angoscia li opprime. Ora poi sono ragazzi e bambini la preda preferita di tali vili e atroci sequestri, perfidamente organizzati e perpetrati, sovente seguiti, per di più da misfatti di violenza e di sangue.
Sentiamo il dovere anche noi, nel nome di Dio, di deplorare tali esecrandi delitti. Essi attestano una spregiudicata assenza di coscienza religiosa e morale; essi offendono pubblicamente la libera ed onorata convivenza sociale. Essi mettono in indicibile pena le famiglie delle vittime, e sottopongono queste infelici e deboli creature a crudeli scosse fisiche e psicologiche.
Noi prendiamo atto con fiducia dell’azione pronta e generosa dei pubblici poteri, che speriamo sempre più vigilanti ed efficaci, mentre rendiamo omaggio alle valorose vittime del dovere compiuto nei tragici frangenti talora risultanti da simili avventurose imprese.

E vorremmo confortare la pubblica opinione a sostenere il senso morale comunitario, oggi piuttosto debilitato dal costume permissivo, rinfrancandolo invece con i sovrani principii dell’etica umana e con il rispetto inviolabile della norma legale.
E vorremmo insieme ricordare come la nostra tradizione religiosa e la nostra educazione cristiana debbano, a loro volta, essere apertamente sostenute, e non sconfessate dal laicismo radicale se vogliamo che la concezione della vita moderna conservi ed esprima sempre una forte, libera e responsabile adesione alle esigenze del dovere sia personale che sociale.
Vorremmo infine, con evangelica semplicità, rivolgere un paterno invito a quei figli (sono giovani la più parte), che sono sciaguratamente coinvolti nella trama di questi criminali attentati, a rinunciare alla sfida dell’ordine pubblico, dalla quale sono affascinati, a restituire subito e senz’altro alle famiglie desolate gli ostaggi di cui sono in possesso, e a ripensare - sì, a ripensare! – alla bontà nativa che ancora certamente deve essere nei loro cuori, ritrovando così la via alla propria riabilitazione e al loro proprio riscatto spirituale: Cristo li guarda, Cristo li aspetta!
Noi intanto per questo malanno e per tanti altri dell’ora presente invochiamo la Madonna, Madre di misericordia.

                                       

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