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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 15 dicembre 1974
Noi Vi dobbiamo salutare, Figli carissimi, e ringraziare di codesta
vostra presenza al nostro «Angelus» festivo; e vi vogliamo dire, se non avessimo
mai fatto abbastanza, quanta letizia essa ci porti. Essa ci offre un dono
prezioso, la testimonianza della vostra comunione col nostro ministero
apostolico e pastorale; ci fa sentire la Chiesa d’intorno a noi; e ci interroga
sul senso degli avvenimenti, che si intrecciano col tempo che passa,
obbligandoci quasi a darvi subito una risposta. Ebbene l’avvenimento che ora
ci deve tutti interessare è il Natale, ormai vicino. Il Natale è un avvenimento
ogni anno per noi nuovo ed importante; quest’anno poi lo rende ancora più
interessante il Giubileo, che avrà in quella notte santa il suo inizio
caratteristico. Ma ora ci basti fare nostro lo spirito della festa natalizia
tradizionale. È uno spirito, in cui soffia la profezia dei secoli che hanno
preceduto Betlemme, e che Betlemme, con nostro stupore e nostro gaudio, rende
piena di umanità buona, pia, umile e felice. Cerchiamo di aprire i nostri
animi a questo spirito del Natale. La vita riacquista il suo significato felice
e meraviglioso; un po’ di festa esteriore, ecclesiale e domestica, lo può
mettere in evidenza, e segnare uno dei momenti più belli del nostro prosaico
cammino nel tempo.
Ma questo spirito del Natale non può mancare di due espressioni che lo fanno
godere in pienezza; la prima è l’interiorità della preghiera, resa gioiosa
dall’incontro personale con Gesù, il Messia di tutti e per tutti, reso
accessibile nella sua misteriosa grandezza dalla dimensione di piccolezza e di
fratellanza, con cui storicamente e sacramentalmente a noi si presenta; qui è la
gioia personale, e per ciascuno ineffabile; il vero Natale è qui. Poi la
seconda espressione, ben lo sapete, è l’esteriorità dell’amore benefico, che ci
rende sensibile ai bisogni altrui, i piccoli, i poveri, i sofferenti, gli
abbandonati, i detenuti, perfino gli indifferenti e i cattivi. Gesù non ci ha
resi tutti fratelli, venendo Lui, Dio-uomo, fra noi? Non vi può essere Natale
autentico, se non marcato dalla carità sociale, che Lui ha in sé personificato,
e che da Sé, tramite i suoi, tramite noi stessi, ha voluto irradiare nel mondo.
Così è il buon Natale, cioè il Natale buono, che noi, auspice la Madonna
protagonista della festa, a tutti auguriamo sereno e felice.
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