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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 29 dicembre 1974
A questa finestra contemplativa il nostro sguardo non si ferma ora
soltanto all’incomparabile Piazza S. Pietro, ma si allarga su la Chiesa
pellegrina, che da lontano, da ogni angolo della terra, si dirige verso questo
foro dei Popoli, che riconoscono nell’Apostolo Pietro il testimonio di Cristo,
Figlio del Dio vivo, e il loro universale Pastore. Noi guardiamo, ammiriamo,
amiamo e preghiamo. Vorremmo essere presenti di persona fra tutti questi
Fratelli e Figli presenti e in arrivo. Così essi ci vogliano considerare.
Intanto noi, da questa specola, e sempre, li seguiamo e li benediciamo.
Salutiamo quest’oggi, fra gli altri, un gruppo speciale, che ci è stato
annunciato, e che merita non solo per il suo numero e per la sua qualifica, ma
soprattutto per la causa che esso degnamente rappresenta e strenuamente serve. È
il gruppo della FIDAE, cioè della Federazione degli Istituti, s’intende
Scolastici, dipendenti dall’Autorità ecclesiastica. Il gruppo cioè dei Dirigenti
e degli Insegnanti delle Scuole Cattoliche. Come non salutarli? come non fare
loro sapere, sia pure con questo singolare colloquio fatto più di gesti, che di
parole, che li accogliamo, proprio qui, vicino alla simbolica cattedra del
magistero apostolico, con particolare compiacenza, con vivissimo augurio per la
loro funzione scolastica, che noi valutiamo altissima missione civile e
religiosa?
Sì, cari ed illustri e benemeriti partecipanti all’Assemblea Generale della
FIDAE: sappiate che pensiamo con grande interesse ai vostri nuovi problemi,
quelli che riguardano l’ormai iniziata riforma della Scuola Italiana, problemi
importantissimi, problemi innovatori, problemi impegnativi, degni di ogni vostra
amorosa dedizione. Da quanto sappiamo, predominano in essi: 1) la finalità
educativa della scuola, che non dovrà turbare una metodica serietà didattica, ma
animarla di contatti sperimentali con la vita vissuta, e 2) l’aspetto sociale
della scuola stessa, associandovi fattori pedagogici di grande importanza, primi
fra essi i genitori e gli alunni stessi. Prevediamo un’accresciuta intensità
dell’attività scolastica: coraggio! sia questa l’ora storica della scuola
italiana! ed anche prevediamo perciò la necessità tanto più urgente e operante
di chiari e forti principii morali e spirituali, sui quali una scuola cosciente,
formativa e sociale dev’essere incardinata. A voi, eredi e continuatori d’una
vostra tradizione culturale e pedagogica, di primo ordine, offrire alla riforma
rigeneratrice della Scuola d’un Popolo civile e cattolico, qual è quello
Italiano, tutte le vostre migliori energie. Sia con voi, e con tutti i nostri
ascoltatori il raggio ispiratore della «Sedes Sapientiae».
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