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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 2 marzo 1975
Apriamo gli occhi, Fratelli, apriamo il cuore alle
scene del regno di Dio; vogliamo dire alle testimonianze che l'Anno Santo ci
offre. Pellegrini solitari, gruppi di amici, comunità popolari, schiere di
viaggiatori, folle cosmopolite affluiscono a Roma, con gli animi quieti e
pensosi, con umili preghiere sulle labbra, con qualche canto dolce e pio, che
le affratella; tutti vengono a implorare perdono al Signore e a promettere
pace a tutti; vengono mesti e compunti, e se ne vanno lieti e festanti. Non li
stanca il viaggio, la Porta Santa, volere o no, li impressiona, e sembra,
aperta com'è, dischiudere visioni nuove, vie montanti e faticose, ma verso un
cielo sereno; qui tutto si spiega, tutto è speranza, tutto amore. Non è
coreografia, non è turismo puramente ricreativo, non è mimetismo pietistico
e archeologico. È uno spirito nuovo, che inonda questa pacifica e inerme
gente, la quale ricupera voce nel canto, pace nel cuore, vigore nei propositi,
bontà nella vita.
Mentre siamo, proprio in questi tempi,
demoralizzati per la delinquenza a stento frenata e per i dissensi sociali,
che intristiscono la convivenza civile e inceppano lo sforzo generoso delle
riforme, ecco che una consolazione, a chi la sa accogliere, è offerta:
convive nel nostro mondo un Popolo di Dio, ancora pieno di fede, umile e
verace, pronto a trasformare le difficoltà e gli ostacoli del vivere in
gradini da sormontare per nuove salite, e felice d'aver ritrovato nell'amore
insegnato da Cristo la forza, la gioia, l'arte del rinnovamento e della
riconciliazione. Procuriamo di capire e di riprendere fiato e fiducia. Noi, ad
esempio, abbiamo avuto questa mattina d'intorno all'altare, con altri
pellegrini, ventimila fedeli, giovani la più parte, che si intitolano GEN «Generazione
nuova», provenienti da tutto il mondo. Una commovente bellezza. Ringraziamo
Iddio e riprendiamo coraggio. Nasce un mondo nuovo, il mondo cristiano della
fede e della carità. Invochiamo per tutti la Madonna.
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