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PAOLO VI
ANGELUS
DOMINI
Domenica, 6 luglio
1975
Abbiamo poco fa compiuto il rito della Beatificazione d'un singolare Sacerdote,
Don Carlo Steeb, tedesco d'origine, perché nato a Tubinga, sede d'una celebre
Università, nel 1773, da famiglia benestante, luterana molto osservante.
Mandato a Verona per completare la sua preparazione professionale, liberamente
si fa cattolico, e poi Sacerdote, dedica il suo ministero all'assistenza ai
ricoverati negli Ospedali, al confessionale, all'insegnamento scolastico e
finalmente alla fondazione d'un nuovo ed ora fiorente ed esemplare Istituto
religioso, quello delle Sorelle della Misericordia, aiutato e interpretato in
questa grande impresa da un'anima generosa, Suor Luigia Poloni. Morì a Verona,
sua patria d'adozione, il 15 dicembre 1856. Una esaltazione di genere sacro,
storico, spirituale, com'è la Beatificazione d'un pellegrino di questa terra
giunto felicemente in cielo, nella vita gloriosa ed eterna, ci riempie di
gaudio e di desiderio d'avere con colui che sappiamo in paradiso, nella
comunione perfetta con Cristo e con i Santi, tra i quali, a livello temporale e
terrestre siamo anche noi, un qualche rapporto particolare. E sta bene: la
comunione dei Santi si celebra così e si ravviva, prima di tutto con titolo a
noi tutti comune, quando onoriamo nel Beato un seguace di Cristo.
È festa
universale per la Chiesa, anche se il suo culto ufficiale è ancora limitato ai
luoghi e alle comunità che possono dire proprio il fortunato ed esemplare
cittadino del cielo. Poi per altro titolo siamo quasi sollecitati a questo
religioso interesse, quello dei vincoli naturali di parentela e di luogo; e noi
siamo oggi felici di condividere la venerazione del Beato Carlo Steeb con
la Germania, con la sua stessa confessione d'origine, quella protestante se
pure essa vuol riconoscere nello Steeb tanti preziosi segni della sua
perfezione cristiana. Poi noi vorremmo che quanti servono gli infermi e fanno
progredire l'assistenza sanitaria scoprissero una certa parentela, che vuol poi
dire esemplarità, imitazione e protezione nell'umile collega infermiere e
assistente spirituale oggi beatificato. Poi ci congratuleremo con Verona per
questo figlio d'acquisizione, elettissimo collega di altre anime sante e
grandi, delle quali quella Diocesi benedetta è stata ed è madre feconda e
incomparabile. Ma specialmente desideriamo unire la nostra lode religiosa del
nuovo Beato a quella della famiglia spirituale che da lui ebbe impulso ed
origine, esempio e scuola di vita evangelica. Ed insieme tutti invocheremo con
quella della Madonna, di cui lo Steeb fu molto devoto, la protezione di lui e
la grazia d'imitarne gli esempi.
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