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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 13 luglio 1975

Aprendo questa finestra è per noi spontaneo ricercare col desiderio, con lo spirito, gli interlocutori ai quali rivolgere il nostro preferenziale saluto, la nostra parola amica. Quali sono questi interlocutori? Oggi sono i giovani, sono gli studenti, i quali ad esami finiti vanno in vacanza. Psicologia di gioventù forse la nostra nostalgia di anni passati, ricordi che avvicinano il nostro spirito con amorosa simpatia alla generazione presente, nell'animo della quale ci pare di scoprire, con rispettosa discrezione, qualche suo prevalente sentimento, interessante il nostro studio pastorale. Quale sentimento? quello della liberazione, ad esempio, dall'impegno scolastico, dallo studio accademico, dalla fatica dell'imparare cose bellissime, se volete, ma estranee all'attività istintiva e personale del proprio spirito. Un sentimento di riposo, di ricupero del proprio modo nativo di pensare e di vivere. Se codesta è una tregua allo sforzo dello studio, se è davvero una pausa nella fatica della memoria e dell'apprendimento, sta bene. È necessario, è sapiente tale momento di distensione. Anche perché esso può servire ad un ritorno psicologico dello spirito in se stesso; e ciò può essere fecondo d'una scienza, fra tutte preziosa, quella di conoscere se stesso, di riflettere quasi sognando sulla propria coscienza, di modellare liberamente una propria personalità.

Sta bene. Viva la vacanza disoccupata da altri impegni, ma occupata ad esplorare i segreti della propria vita. Altro sentimento di stagione invece può essere quello istintivo, quello di concedersi a ciò che piace; e se questo è l'istinto dell'esercizio fisico, del misurare le proprie forze con la natura, col mare, con i monti, con le escursioni, ed oggi più che mai col turismo, con i 25 viaggi che insegnano a leggere il grande libro della realtà fisica, storica, artistica che ci circonda, ripeteremo viva la vacanza, come ginnastica fisica e come esercizio vivo di cultura. Vi sono altri sentimenti degni di riempire con intelligenza ed energia il tempo libero, che la vacanza offre specialmente alla gioventù, avida giustamente di scoprire qualche ragione ideale, che illumini il sentiero sul quale la vita deve avanzare? Sarebbero così riempite le vacanze di quei riferimenti che oggi più mancano alla formazione umana e spirituale della presente generazione. Diremo semplicemente che il mondo della fede, della preghiera, della parola di Dio è un campo larghissimo e tuttora fecondissimo di ideali forti, lucidi, nuovi, umani, umanissimi, che noi auguriamo ai giovani in vacanza di scoprire con ebbrezza e con gioia, per la vita che domani ricomincerà. Un saluto, un augurio, una benedizione per codesti giovani e per tutto il nostro popolo che desidera essere vivo e nuovo.

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