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PAOLO VI
ANGELUS
DOMINI
Domenica, 3 agosto
1975
Le vacanze, per chi ha la fortuna di goderne la
distensione dal ritmo premente delle consuete occupazioni, sono uno svago; ma
appunto per questo possono offrire momenti, programmati per alcuni, spontanei
per altri, di riflessione personale sul mondo, sulla vita, su se stessi;
momenti che possono aprire l'animo a qualche interiore preghiera. Questo
avviene per chi dalla riposante ed insieme stimolante pausa delle vacanze trae
incitamento ed occasione per pensare, e perciò per pregare: i due momenti
dello spirito sono normalmente consecutivi. La preghiera nasce dal pensiero. Ma
sorgono allora due ovvie domande: pregare perché? pregare per chi? Sarà
allora un intelligente sforzo della mente rispondere alla prima domanda:
perché pregare? Perché nella pausa delle solite incalzanti esperienze della
vicenda umana si scopre e si denuncia che manca qualche cosa all'uomo, il più
forse: la felicità, la giustizia, la pace, la salute . . . La formula della
nostra esistenza manca di qualche cosa, che la nostra illusoria autosufficienza
non dà; essa ha bisogno d'un supplemento di causalità provvidenziale; ha
bisogno di Dio; ha bisogno di pregarlo, di trovare in Lui quella sicurezza,
quella pienezza, che solo dalla Sua concomitante bontà ci può venire. Occorre
pregare per vivere.
E allora alla seconda domanda: per chi pregare, la risposta
diretta sarebbe: dobbiamo pregare ciascuno per sé. Sì. Ma questa risposta è
data non solo dalla mente, ma anche dal cuore; e il cuore, specialmente nella
preghiera, assume la misura che è sua: l'amore; l'amore per quanti ci sono
cari; e qui le dimensioni si allargano indefinitamente! Per chi pregare?
Accenniamo appena a quei titoli del nostro obbligo di preghiera, che sono, per
dignità e per convenienza, prioritari. Preghiamo, sì, per quanti ci sono
cari e hanno giustamente un primo posto nel nostro amore: riconfermiamo con la
preghiera questi vincoli sacri. Preghiamo per il nostro Popolo, affinché,
travolto dalle onde della storia, non dimentichi la vocazione alla fede, al
regno di Dio, alla sua più alta destinazione civile e cristiana. Preghiamo per
i nostri figli, affinché la gioventù, nella sua ricerca del nuovo e
dell'originale, sappia scoprire nell'eredità del passato ciò che vivo rimane,
e ch'è indispensabile per esprimere una generazione nuova nella sapienza del
vero, e nella novità del bene; con fortezza, con letizia, con virile e gentile
onestà. Preghiamo per la giustizia sociale, per la pace, sempre declamata e
sempre minacciata, affinché davvero diventi impegno comune e costume
inviolabile di civiltà. Preghiamo per la Chiesa di Dio, affinché sia unita e
santa, e sappia portare al mondo il messaggio della salvezza.
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