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PAOLO VI
ANGELUS
DOMINI
Domenica, 14 settembre
1975
Questa mattina, come sapete, su codesta Piazza, trasformata in
aula gloriosa di preghiera, noi abbiamo celebrato il solenne rito della
canonizzazione, cioè della proclamazione di santità, della Beata Elizabeth
Ann Bayley, vedova Seton, morta a meno di quarantasette anni, nel 1821, a
Emmitsburg, nel Maryland, negli Stati Uniti, dopo d'aver fondato la prima
Congregazione religiosa Americana, le Suore di Carità di S. Giuseppe. La
Seton è la prima Santa di quella Nazione, canonicamente dichiarata tale dalla
Chiesa. Noi abbiamo coscienza d'aver compiuto un atto, non soltanto
profondamente religioso, come è sempre una canonizzazione, ma assai
significativo anche sotto l'aspetto storico e civile. La Santità riconosciuta
ad una Donna americana sancisce la vocazione, già per molti altri titoli
documentata, di quel Popolo non soltanto alla prosperità e alla grandezza
temporale, ma altresì alla spiritualità religiosa e all'austerità
evangelica, anzi alla santità morale e cattolica. È questo perciò un
avvenimento, che corona di fulgida luce una tradizione, assai laboriosa, e le
infonde, noi speriamo, il carisma della continuità e del progresso, al quale
il genio della libertà civile e della moderna operosità, proprio del Popolo
Statunitense, ancora presterà il suo originale concorso.
La Scuola popolare, che fiancheggia la Parrocchia, e
l'assistenza ai Poveri, agli Infermi furono l'irradiazione della sua carità,
duplice campo d'inestimabile valore sociale, che umili, sante Donne votate a
Cristo, le Suore della Carità, seguaci americane di S. Vincenzo, faranno
fiorire a conforto e a decoro della civiltà umana e della Chiesa cattolica.
Noi siamo lieti di presentare al mondo, che celebra quest'anno «l'anno della
Donna», la figura della Santa Elisabetta Seton, singolarissima per
sensibilità religiosa, finissima per virtù personali, silenziosa e intrepida
promotrice di provvide opere sociali, esempio perciò, stimolo e protettrice
della Donna moderna. E siamo anche lieti che alla Santa americana nel suo
doloroso viaggio in Italia nel 1803 (le morì a Pisa il marito), persone degne
e credenti, i Signori Filicchi, di Livorno, abbiano dato generoso aiuto
necessario al suo mantenimento e a quello dei figli e abbiano offerto buona
amicizia, decisiva forse per la Seton al passo decisivo, compiuto poi a New
York nel 1805 di varcare, con immenso coraggio, ma con pace definitiva, le
soglie della Chiesa cattolica. Con pensiero quindi alla nuova Santa invochiamo
la Madre della Chiesa, pregando per la Donna affinché sia sempre più eletta
e santa nel conseguimento dei suoi umani e sovrumani destini.
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