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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

III Domenica di Avvento
14 dicembre
1975

L'Anno Santo sta per finire. Ancora una decina di giorni, e questo periodo di risveglio spirituale e di misericordiosa e straordinaria indulgenza divina sarà concluso. Noi pensiamo alla missione propria di Cristo, la quale è diventata nostro vangelo: «predicare l'anno propizio del Signore». Questo infatti è stato un anno di grazia, un anno di ripensamento spirituale, un anno di rinascita religiosa e morale. Un dovere, una fortuna, un'occasione per ridare chiarezza, energia, pace alla propria coscienza. Molti, moltissimi l'hanno compreso, vicini e lontani. Dio li benedica e dia loro quel gaudio interiore, che solo un incontro con Dio, come questo del Giubileo, può dare. Ma poi noi ancora pensiamo: quanti sono quelli che hanno profittato di questo «tempo opportuno», di questa ora di rinnovamento e di riconciliazione? Pensiamo specialmente ai nostri Romani: non vi sono forse alcuni, forse parecchi, che non hanno maturato i pensieri nuovi, i propositi rigeneratori dell'Anno Santo, che hanno, come si dice, «fatto il Giubileo»? Noi vorremmo, anche a quest'ultima ora invitare questi ritardatari a non perdere la felice opportunità di varcare le soglie della casa di Dio, cioè d'entrare nell'ambito della bontà divina, quale la fede ci offre e la Chiesa ci predica. «Compelle intrare», forzali ad entrare, dice una parola del Vangelo (Luc. 14, 23).

È la pressione della salvezza; è l'urgenza della carità, che ci spinge a questo insistente invito, rivolto specialmente ai lontani, agli apatici, ai dubbiosi: «fate il Giubileo»! Voi, Romani, specialmente! Molti vengono dall'oriente e dall'occidente, e voi, figli del regno, volete rimanere fuori dal vostro preferenziale destino d'essere qui, a Roma, di Roma? Pensate: nulla è più discordante dallo spirito romano, che l'incomprensione della sua universale e trascendente, eterna vocazione! E poi: ciò che forse fa ostacolo dentro di voi a compiere questo profondo atto di religione è proprio ciò che più logicamente lo reclama! E infine: è così facile, così liberatore, così serio questo atto religioso del Giubileo che non dovreste avere timore a compierlo semplicemente, cordialmente! Qualcuno che vi guida e vi accompagna certo lo potete trovare! E poi noi confidiamo che un aiuto segreto, quello autorevole e materno di Maria, diriga i vostri timidi passi, con le sue parole evangeliche: «fate tutto ciò che Egli, Gesù Cristo, vi dirà» (Io. 2, 5). Noi pregheremo oggi specialmente con questa intenzione.

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