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PAOLO VI
ANGELUS
DOMINI
Domenica, 28 dicembre
1975
Finito l'Anno Santo, felicemente, per grazia di Dio, comincia,
come abbiamo detto, il nostro cammino verso la civiltà dell'amore. Il primo
passo, è la Chiesa che oggi c'invita a compierlo; è verso l'amore della
Famiglia cristiana. Vediamo di ben comprendere questo passo. Esso può
costituire il risultato primario, riformatore e innovatore, derivante
dall'impulso ideale e spirituale dell'Anno Santo, principio di una nuova vita
religiosa e civile. Famiglia cristiana ! Sappiamo tutti come questo concetto
sia oggi posto a confronto con l'evoluzione in atto dell'istituto familiare,
non solo per il nuovo costume sociale, che trasforma il quadro della vita
domestica, ma per certe ideologie correnti, che intaccano i principii
costituzionali della famiglia, sui quali è fondata la sua felicità, la sua
stabilità, la sua sacralità. Procuriamo noi di dare alla Famiglia vera, sana
e felice il suo, il nostro statuto inattaccabile, esigente l'esclusività e la
stabilità dell'amore, fonte di unità, di felicità, di spirito di donazione
e di sacrificio, e di capacità di generare quella meravigliosa comunione di
sentimenti, di operosità, di letizia, ch'è la famiglia (Cfr. l'articolo del
prof. G. B. Guzzetti, su L'Osservatore Romano, del 21 dicembre 1975).
Vorremmo fin d'ora domandare alle Famiglie cristiane, a quelle
nuove specialmente, di abituarsi ad una preghiera comune, in casa, insieme,
con compostezza, alla buona. Noi ci proponiamo quest'anno, proprio per dare un
primo segno di fedeltà allo spirito dell'Anno Santo, di mettere nelle mani
dei Parroci, affinché lo distribuiscano e lo raccomandino in occasione della
benedizione delle Case, un librino delle preghiere elementari, che si possano
recitare nelle singole abitazioni dai membri stessi della Famiglia, che deve
assurgere alla domestica, ma stupenda e commovente dignità di «domus
ecclesiae», di chiesa di casa, come fu una volta: ogni casa un focolare di
amore, di concordia, di orazione, di formazione cristiana nuova e viva.
Pensiamo alla bellezza del costume che ne può derivare. I nostri voti, le
nostre benedizioni precedano oggi queste nostre pastorali intenzioni. La
Madonna, noi speriamo, ci aiuterà.
Dopo aver benedetto i presenti, il Papa rivolge queste
parole ai partecipanti al Convegno del Centro Nazionale Vocazioni ed ai
Delegati della Federazione degli Istituti di Attività Educative.
Rivolgiamo ora il nostro saluto a due gruppi particolarmente
significativi che sappiamo essere presenti: i partecipanti al Convegno del
Centro Nazionale Vocazioni ed i Delegati della Federazione degli Istituti di
Attività Educative. La luce e la grazia del Signore sempre vi accompagni
nella vostra importante attività. Abbiate coraggio, abbiate fiducia, abbiate
speranza. Noi vi siamo e saremo vicini. A tutti la nostra Benedizione
Apostolica.
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