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PAOLO VI

REGINA COELI

Domenica, 20 aprile 1975

Oggi questo nostro festivo saluto vuole invitare tutti alla preghiera per la pace nel mondo. Invitiamo voi Romani, cattolici di questa nostra Città dello spirito e della fede, per i quali la concordia e l'amore deve essere speciale e superlativa testimonianza della vostra vocazione storica e religiosa; e invitiamo voi pure, cari Ospiti, Pellegrini e visitatori, che l'Anno Santo rende ora nostri concittadini, desiderosi di celebrare in questa patria comune una fratellanza che qui ha il suo centro ed ha il mondo come suo circolo unitario. Perché pregare per la pace? Perché in non pochi punti della terra essa è turbata, e soprattutto compromessa ed offesa in quei principii e in quei metodi, sui quali essa dev'essere fondata, e per i quali anche la nostra voce s'è fatta umilmente, ma francamente apologetica. Diciamo i principii dell'umana fratellanza, e dell'osservanza leale ai patti stabiliti e riconosciuti, e diciamo i metodi della giustizia discussa se difesa da ragionevoli trattative, non dalla sopraffazione del potere, né tanto meno dalla violenza omicida delle armi.

Così possiamo dire dell'ordine pubblico, oggi disonorato da episodi d'infame delinquenza, e turbato da odii faziosi, degradanti in incivili attentati ed in passioni collettive, radicalmente avversarie. Lo spirito della lotta e della vendetta soverchia quello della civile concordia e della pace interna ed esterna delle nazioni. Preghiamo per la pace. Il che suppone operiamo dapprima per la pace; tutti, come a ciascuno è possibile. Noi ora abbiamo il cuore trepidante per la popolazione della Cambogia, dove, finiti i combattimenti, vorremmo che le fossero risparmiate rivalse, o rappresaglie, ma le fossero usate misure di moderazione e di clemenza, e facilitato l'afflusso di soccorsi umanitari. Noi affidiamo al vento della pace questa nostra libera e fraterna voce sofferente, ma fiduciosa ancora nella bontà dei cuori degli uomini e suffragata dalla speranza nel divino aiuto. Aiutiamoci, fratelli e figli e amici, a difendere la pace con le armi dello spirito. Poi il gaudio pasquale ci sostenga nella speranza.

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