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PAOLO VI
REGINA
COELI
Domenica, 27 aprile
1975
Festa oggi per la Chiesa. Abbiamo proprio ora proclamato la
beatificazione, come sapete, di Cesare de Bus, d'un uomo di mondo, d'un uomo
d'armi, d'un uomo di lettere, che, «nel mezzo del cammin di nostra vita», si
fa prete e si dà tutto, con alcuni compagni, chiamati poi i «Dottrinari»,
all'insegnamento del catechismo ai fanciulli e al popolo, su l'esempio di S.
Filippo Neri di S. Carlo Borromeo e di S. Pietro Canisio (1521-1597). Egli era
di Cavaillon, vicino ad Avignone, in Francia. Siamo nel periodo successivo al
Concilio di Trento, periodo segnato dalla cultura successiva al rinascimento e
dalla riforma protestante, quanto mai impegnata alla diffusione popolare dei
suoi insegnamenti. La vita religiosa prendeva allora migliore coscienza delle
verità della fede, e si affermava nella Chiesa l'insegnamento della dottrina
cattolica, insegnamento semplice, essenziale, sistematico, ma sempre
immensamente ricca e coordinata con la vita pratica, col costume della gente,
col genio della cultura cristiana. Ammiriamo l'idea, ammiriamo lo sforzo di
questo nuovo Beato e del suo magistero, che intende divulgare e inserire nella
mentalità comunitaria la schietta e genuina scienza della religione.
È questo il metodo fondamentale e tradizionale (ricordate il
Kerigma primitivo) per accogliere la Parola di Dio, la rivelazione per aprirle
la ricerca delle sue stupende e inesauribili profondità, per riconoscerle la
sua virtù illuminante e beatificante, rivolta alla carità e all'unità. Ed
è metodo vivo, moderno, attuale. È entrato nella nostra scuola, e speriamo
che vi resti sempre fedele e fiorente. Per la fortuna della nostra gioventù (Cfr.
Ps. 118, 8). E per confermare il canone basilare della psicologia e
dell'attività umana; e cioè: la verità dev'essere la radice dell'azione,
della libertà. Lo ha detto il Signore: «la verità vi farà liberi» (Io. 8,
32; cfr. S. Thomae Summa Theologiae, I-11æ, 17, 1 ad 2). Non è
sulla buona strada chi antepone l'azione al pensiero, la prassi alla dottrina,
il volontarismo alla sapienza, la così detta teologia della liberazione alla
teologia della rivelazione. Ricordiamo ciò per le discussioni dei nostri
giorni. Il beato Cesare de Bus illumini il nostro sentiero! E la «Sedes
Sapientiae» ci assista!
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