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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 28 novembre 1976
Questo per noi - per noi fedeli del calendario della Chiesa - è un
giorno primo; primo dell’anno liturgico, cioè del ciclo che dispone la nostra
preghiera ecclesiale nell’anno solare e regola l’orologio della nostra vita sul
processo cosmico delle stagioni e dei secoli, sulla storia di Cristo nel quadro
del Vangelo e in quello del mondo, sull’ora fuggente a noi disponibile per bene
operare e per salvarci.
Il tempo ci domina. Il tempo ci genera e ci consuma. Viene e scompare.
Ancorato alla religione, cioè al cardine dell’Eterno Esistente Iddio, e a noi
comunicato con un modo d’essere progressivo e irreversibile, il tempo acquista
un immenso valore; ed è questo il primo e fondamentale insegnamento dell’odierna
meditazione: il valore del tempo; possiamo dire il valore inestimabile della
nostra vita presente. Ogni ora è unica e responsabile. Ogni giorno è un dono
prezioso per l’acquisto d’una vita eterna. Ogni momento è un dovere da compiere,
una risposta da dare all’incombente domanda dell’Amore. «Da lontano . . . è
apparso il Signore: Io ti ho amato di amore eterno» dice la divina profezia (Ier.
31, 3); e vi fa eco il Vangelo; e tu: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il
cuore» (Matth. 22, 37).
Come, come faremo allora il bilancio preventivo dell’anno nuovo?
L’insegnamento programmatico sembra derivare da sé: non perdere mai tempo;
lavorare con ogni talento, con ogni impegno; dare ad ogni giornata la luce
intenzionale d’una preghiera; e dilatare sempre nella carità per i fratelli, per
chi soffre l’ingiustizia, la fame e il dolore il proprio inesauribile interesse;
riempire le giornate di opere oneste e buone; e tutto «nel nome del Signore» (Col.
3, 17; 1 Cor. 10, 31).
Vivere con intensità di coscienza e di buon volere, sempre guardando a
Cristo, nostro maestro, nostro sostegno. Ecco il programma. Non mancano certo
oggi le occasioni per sperimentarne l’attualità, ed anche, in mezzo a tanti
guai, la bellezza.
Maria ci precede e ci accompagna.
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