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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 5 dicembre 1976
Noi ci lasciamo prendere, anche questa volta, dal tema liturgico di
questo periodo prenatalizio, e conserviamo meditato silenzio su altri temi della
storia vissuta, i quali interessano sommamente la vita della Chiesa, come la
discussione sulla revisione del Concordato in Italia, la riunione denominata «Call
to Action», negli Stati Uniti d’America, il caso di Monsignor Marcel Lefebvre,
nell’interno della comunione ecclesiale; eccetera. E la ragione è sempre quella
di invitare voi, Figli carissimi qui presenti e quanti con voi ascoltano questa
umile voce, che non è precisamente quella d’una predica, alla riflessione su
qualche aspetto della nostra attuale esperienza per meglio valutare certi
orientamenti pratici della nostra presenza nel momento attuale.
Ebbene, a quali orientamenti pratici ci invita la stagione liturgica, quest’anno,
cioè al confronto della cronaca dei nostri giorni? Ci invita, a noi pare, a
notare certi indizi della metereologia spirituale, anch’essa tanto variabile, i
quali preludono a tempi migliori. Noi osserviamo, ad esempio, un risveglio nella
sensibilità religiosa e morale di certi ambienti giovanili, il quale sembra
volgersi al «bello». Bravi noi diciamo a quei giovani che sappiamo lietamente
partecipi di momenti religiosi intensi di riflessione e di orazione comunitaria,
forse più coscienti e più disposti a qualche operosa testimonianza sociale, o
esteriore, di quanto non fosse la generazione precedente. Bene! Così vediamo che
la gente di professione religiosa osservante sembra oggi più convinta e più
disposta a dare significato personale più genuino e più generoso al carattere
cristiano della loro vita di quello ereditato dal costume ambientale o
domestico. Bene! Ancora: noi incontriamo qua e là la rinascita dello spirito
associativo nelle file dei nostri fedeli: per dovere di coerenza? per istinto di
difesa collettiva? per rinascita del genio inventivo del bene? per avvertenza
degli accresciuti bisogni economici, morali, spirituali d’una società
dissanguata da ideali degni delle nostre tradizioni storiche? E così via.
Esortiamo pure voi, figli carissimi, a cercare quei «segni dei tempi», che
sembrano precedere un nuovo Avvento di Cristo fra noi.
Maria, la portatrice di Cristo, ci può essere maestra, anzi Ella stessa
l’atteso prodigio.
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