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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Solennità della Madre di Dio Sabato, 1° gennaio 1977
Buon Anno, Figli carissimi, buon anno! noi ve lo auguriamo nel nome
del Signore, dal quale a noi viene il dono della vita, affinché egli ci conceda
anche quello di comprenderne il valore e di spenderlo bene per arrivare a
goderlo un giorno in pienezza con lui. Questa mattina abbiamo pregato per la
Pace nel mondo, nelle nazioni, nelle famiglie e nel cuore d’ogni singolo uomo,
proponendoci di essere tutti, secondo il senso della beatitudine evangelica (Matth.
5. 9), degli operatori di pace e cioè, come si esprime la formula scelta per la
celebrazione di questa prima giornata dell’anno nuovo, dei difensori della vita,
e non solo della nostra vita personale, ma di quella di tutti. Avere un concetto
grande e sacro della vita umana, di quella nascente specialmente, come più
nuova, innocente e misteriosa, più bisognosa di protezione e di assistenza, come
pure d’ogni altra vita umana, specialmente se povera o sofferente, è dovere
sacrosanto, sull’osservanza del quale riposa l’ordine, la convivenza civile,
l’amicizia sociale, la pace, insomma, nel suo piano più ampio e più pratico.
Vogliamoci bene! non solo per naturale inclinazione, o per interesse proprio, o
solo per dovere professionale, o per timore di giustizia pubblica o di vendetta
privata, ma per l’amore, l’«agape» che Cristo ci ha insegnato e che deve essere
alla radice dei sentimenti umani, resi sovrumani appunto dalla carità e dalla
fede.
Programma di pace, di bontà, di lavoro, di generosità, di pietà religiosa,
programma cristiano, al quale è congiunto il nostro voto benedicente di
felicità.
Maria, di cui oggi celebriamo il titolo suo più alto, quello della divina e
virginale maternità, ci assista appunto nel nostro cammino dell’anno 1977.
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