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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 31 luglio 1977
Noi dicevamo delle vacanze. Sì, le vacanze sono fatte per riposare, per
ristorarsi; ma pare a noi che ancor più siano fatte per pensare, cioè per
riscoprire la natura e per riaccendere in noi la meraviglia sull’opera di Dio,
misteriosa e stupenda, che ci circonda e che poco l’uomo moderno ha tempo per
osservare e meditare. E poi, secondo, per pensare a se stessi, ancora dicevamo;
tempo per il riposo fisico è questo, sì, ma insieme esso è per il lavoro dello
spirito, per ritrovare la propria coscienza, per decantare la quantità
tumultuosa delle impressioni ordinarie, per riprendere un po’ a pregare: sta
bene.
Ma poi v’è una terza operazione a cui le vacanze sembrano destinate; ed è
riflettere sul cerchio sociale, da cui siamo circondati. Volere o no, la vita
comunitaria ci circonda e ci condiziona così, che noi siamo continuamente
obbligati a fare ciò che la società ci impone: siamo liberi, si dice, di fare
ciò che la macchina sociale, da cui siamo presi, vuole, comanda o esige.
Ebbene, così è. Il fatto di vivere in un mondo così complicato e
soverchiante, com’è il nostro, reclama anch’esso, in questo momento di sosta, un
pensiero personale; il quale pensiero personale non può essere dettato dal
disagio e dal disgusto del vivere immersi in una società agitata e sofferente; e
nemmeno può essere un piano astuto e prudente di solo interesse egoista per
profittare delle circostanze tristi d’un popolo per migliorare la propria
fortuna, o per sottrarsi ai crescenti fastidi della vita sociale, economica o
politica. Ma dev’essere una riscossa di fratellanza, di solidarietà e d’amore:
che cosa possiamo fare noi per il bene comune? Questo dobbiamo ora chiederci:
come possiamo noi servire, almeno un po’, i bisogni che ci circondano? Non
avvertiamo noi, il gemito di tanta gente che soffre, e che non trova amoroso e
provvido soccorso intorno a sé? Non potremmo in questo piano preventivo della
nostra attività personale iscrivere qualche buon proposito di servizio alla
causa del bene altrui? Cioè: perché non profittare delle vacanze per rinnovare
propositi generosi a servizio del prossimo? Pensiamoci un po’, con l’aiuto di
Dio.
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