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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 21 agosto 1977

 

Il calendario ci richiama alla fine delle vacanze ed il barometro segna cattivo tempo; ma noi dobbiamo riprendere il consueto ritmo delle nostre occupazioni con animo nuovo e forte. La pausa estiva, se pur breve e distratta, deve almeno avere rinvigorito lo spirito a pensieri buoni e sereni; bisogna tradurre in buona volontà di lavoro, di servizio, di efficienza morale la conclusione delle nostre vacanze, qualunque ne sia stato il breve periodo. Bisogna operare con fedeltà e con energia, bisogna essere ottimisti, noi cristiani specialmente; troppo prezioso è il tempo per non viverlo in tensione di coscienza, in pressione di dovere, in ansia di molto e bene operare.

È superata l’età in cui l’ideale dell’esistenza era il quieto vivere; e insopportabile per noi deve essere il pessimismo disfattista oggi di moda, ovvero l’astuzia del consumare giorni e forze nell’eludere gli impegni a cui siamo obbligati; migliore l’età della gioventù generosa e forte che si prefigga di compiere, oltre lo stretto dovere, una opera buona, libera e volontaria, ogni giorno. Noi siamo accerchiati da necessità operative enormi; tutta la società ha bisogno di sostegni vigorosi, ed in grande parte prestati senza altro compenso che la soddisfazione di aiutare chi soffre, nel nome silenzioso, ma operante e beatificante di Cristo.

Senza affanno, senza pubblicità, procuri ognuno di noi d’infondere questa «buona volontà», caratteristica e doverosa per ogni fedele, nella sfera, anche se umile e nascosta, della propria attività, «portando frutto, come dice S. Paolo, in ogni opera buona» (Col. 1, 10).

Così, col nostro augurio e con la nostra Benedizione.

                                                   

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