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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 28 agosto 1977

 

Se in questo pensiero domenicale noi teniamo conto, come di solito facciamo, del rapporto fra l’ispirazione religiosa festiva e l’esperienza del nostro tempo stagionale, noi siamo obbligati a concentrare il nostro interesse sul grande problema del lavoro, che, a vacanze finite, riprende il primo posto nell’attività della maggior parte dei componenti della nostra società.

Il lavoro! Il lavoro! Esso si pone al centro della nostra mentalità, e oggi della nostra filosofia, sia speculativa, che pratica. Vi sarebbero discussioni senza fine da fare. E tutte segnate dalla inquietudine che caratterizza la società moderna.

Limitiamoci ad accennare ad alcuni punti, per noi cristiani, fondamentali:

Primo: il lavoro comporta la conseguenza di una pena: la fatica, il sudore, lo sforzo fra l’attività umana e il dominio, che rende utile l’ambiente del nostro operare (Gen 3, 19). Noi dobbiamo subito accettare questa condizione dell’attività umana, e amare il lavoro, il lavoro proprio, condizione dello sviluppo non solo economico, ma civile e spirituale dell’umana esistenza. Il lavoro è il programma sia personale, che collettivo dell’umanità. Bisogna accettarlo, volerlo, promuoverlo con tutta la nostra intelligenza, con tutto il nostro impegno. Niente vita oziosa e niente vita che scarica ogni fatica sulle spalle altrui.

Secondo: bisogna procurare lavoro per tutti. La disoccupazione deve essere problema da risolvere, specialmente per i giovani. Sappiamo bene che è difficilissimo problema, ma esige soluzione. Benedetti coloro che vi consacrano talento, denaro, impegno. Tutti dobbiamo essere alleati a chi opera per dare lavoro utile, sano, disciplinato, nuovo alla nuova generazione; la speranza del nostro mondo vi è collegata.

E terzo: fare del lavoro una libera alleanza tra le classi sociali; interessi contrastanti esistono, certamente, ma devono diventare sempre più complementari per un bene comune, per un ordine sociale, libero ma non egoista, non in perpetuo contrasto. La religione ci assista: ora et labora.

Ritornando al lavoro, invochiamo la protezione di Maria umile lavoratrice e Regina del Cielo.

                                               

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