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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 27 novembre 1977
Noi vi esortiamo tutti, Figli carissimi, a corrispondere all’invito
che vi è rivolto dal nostro Cardinale Vicario per questa prima domenica
d’Avvento, e a farne, - come dice l’invito -, «un giorno di preghiera, di
umiltà, di implorazione e di penitenza». Perché questa esortazione? perché
questa intenzione di comune raccoglimento, di silenziosa riflessione, di più
intensa orazione? La motivazione spirituale è esplicita: per opporre alla
violenza la pietà, la bontà, la fiducia, la fortezza dello Spirito.
Recenti e quanto mai dolorosi episodi di pubblica violenza hanno vilmente
colpito pacifici cittadini, o tutori dell’ordine pubblico; hanno turbato gli
animi della società civile; hanno messo in evidenza la cospirazione di una
delinquenza mascherata e organizzata; hanno manifestato gli ignobili scopi di
simili misfatti, quali la eversione dell’ordine sociale, la vendetta privata, la
estorsione maledetta di denaro; hanno attentato all’efficienza della libera
democrazia; hanno scosso la fiducia e la stabilità della civile convivenza;
hanno cercato di nascondere sotto la menzogna e l’impunità offesa a quella
carità verso il prossimo, che dovrebbe essere il segno distintivo della nostra
qualifica cristiana (Io. 13, 35; 15, 12).
Nessuna malevolenza sarà alla radice di questa pacifica protesta, ma
piuttosto una accresciuta benevolenza verso persone e verso istituzioni che
abusano di quella libertà che deve qualificare la conquista della moderna
socialità; a difendere la quale noi cattolici specialmente, dovremo accrescere,
con maggiore senso del dovere civile e con più operoso e gratuito amore
cristiano verso i fratelli, la nostra generosa adesione.
S’inaugura oggi l’Avvento, il fatto prodigioso della venuta di Dio nel nostro
mondo storico ed umano. E questi sentimenti sono ben degni della nuova stagione
spirituale; essi tracciano i sentieri sui quali incontreremo Colui che viene! E
Maria a noi lo porti, la benedetta!
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