30 luglio 1978
Fratelli e Figli carissimi!
Quanti qui siamo tutti godiamo di questo beato periodo, che chiamiamo
vacanze. Vogliamo, però, e dobbiamo chiederci: è questa un’esperienza aperta a
tutti, o ne restano invece esclusi tanti nostri fratelli e, addirittura, intere
categorie di persone, che non possono condividere con gli altri, più fortunati,
questo momento di ristoro, di libertà e di benessere?
Sì, dobbiamo pensare agli assenti, per offrire anche ad essi una qualche
forma di partecipazione al gaudio estivo, che a noi è concesso. Pregheremo,
perciò, soprattutto per loro e, in modo speciale, per due categorie, alle quali
vogliamo inviare, col nostro saluto, l’assicurazione di un orante ricordo, della
nostra spirituale presenza e della nostra paterna solidarietà.
La prima categoria, che non possiamo dimenticare, e ci è sempre presente nel
cuore per il vuoto che lascia negli animi di tutti, è quella degli ammalati.
Preghiamo per chi soffre, per chi è costretto a quel riposo forzato, né certo
piacevole, che è la malattia. Invochiamo dalla Madonna un conforto particolare
per questi fratelli e sorelle sofferenti, come anche per tutti quelli che
amorevolmente si prodigano per la loro assistenza, per la loro cura e
guarigione.
La seconda categoria è quella costituita da tutte le persone che, o per
dovere professionale o per gli impegni non di raro più esigenti della famiglia,
sono obbligate a consacrare il proprio tempo ed a sacrificare il pur meritato
riposo a servizio del prossimo. Dobbiamo riflettere che le nostre vacanze
costringono molti altri, come ad esempio gli operatori turistici ed alberghieri,
i responsabili dei mezzi di trasporto, nella loro vastissima gamma, gli agenti
addetti alla sicurezza stradale, ecc., ad accrescere in intensità e dedizione
l’opera loro.
Per tutti questi amatissimi fratelli la nostra preghiera e la nostra
riconoscenza affettuosa, con la Benedizione Apostolica.