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PAOLO VI

NUOVA AMMONIZIONE A MONSIGNOR LEFEBVRE

LETTERA APOSTOLICA

 

La coscienza della missione affidataci dal Signore ci ha portati, il 29 giugno u.s., a indirizzarvi un'esortazione, pressante e insieme fraterna. Da allora ogni giorno aspettiamo un vostro segnale che esprima sottomissione - o meglio: il vostro attaccamento e la vostra fedeltà senza riserva - al Vicario di Cristo. Non è ancora arrivato niente. Pare che non abbiate rinunciato ad alcuna delle vostre iniziative e che, anzi, abbiate nuovi progetti. Ritenete forse che le vostre intenzioni siano male comprese?

Credete forse che il Papa sia male informato o soggetto a pressioni? Caro fratello, il vostro atteggiamento ai nostri occhi è così grave che - ve lo ripetiamo - l'abbiamo noi stessi attentamente esaminato, in tutti gli aspetti, con la preoccupazione primaria del bene della Chiesa e un'attenzione speciale per le persone. La decisione confermata nella lettera precedente, l'abbiamo presa dopo ponderata riflessione e davanti al Signore.

È ormai tempo che vi pronunciate chiaramente. Nonostante la pena che proveremmo a pubblicare i nostri interventi, non potremmo tardare oltre a farlo se non ci dichiarerete subito la vostra completa sottomissione. Vi prego, non costringeteci a un tale provvedimento, e a sanzionare in seguito un rifiuto all'obbedienza.

Pregate lο Spirito Santo, caro fratello: vi indicherà le rinunce necessarie e vi aiuterà a rientrare sulla strada della piena comunione con la Chiesa e con il successore di Pietro. Noi stessi l'invochiamo su voi, riconfermandovi il nostro affetto e la nostra afflizione.

Dal Vaticano, 8 settembre 1975.

PAOLO PP. VI 

 

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