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PAOLO VI
UDIENZA GENERALE
Mercoledì, 12 maggio 1965
Siano i fedeli parte viva della Chiesa
Diletti Figli e Figlie!
Noi vi accogliamo con le parole di S. Paolo: «Voi non siete già ospiti e
forestieri, ma siete concittadini dei Santi e della famiglia di Dio, sovrapposti
al fondamento degli Apostoli e dei Profeti, mentre lo stesso Cristo Gesù è
pietra angolare di tutto l’edificio, che ben costruito si innalza come tempio
santo nel Signore; e voi pure siete parte di questo edificio, che ha da essere
l’abitazione di Dio nello Spirito» (Eph. 2, 19-21).
Questa visione si riferisce alla Chiesa. Ci offre il disegno del piano di
Dio, realizzato da Cristo, che raccoglie da ogni parte uomini di varia indole e
provenienza, non come estranei gli uni agli altri, ma tutti come membri eguali
d’una stessa società, anzi come fratelli d’una stessa famiglia, e che così li
vuole uniti fra loro da raffigurarli nel materiale da costruzione d’un edificio,
che ha le sue fondamenta storiche e spirituali - l’immagine lascia trasparire la
realtà - nell’opera degli Apostoli e in quella precedente dei Profeti, per
trovare forma e consistenza nella pietra angolare (cfr. Ps. 117, 22; e
Is. 28, 16), la quale è il simbolo dello stesso Gesù (cfr. Marc. 12,
10).
Questa figura della Chiesa, simile ad un edificio unico, solido, compatto,
costruito con pietre vive, come scriverà San Pietro (1 Petr. 2, 5),
avente in Cristo la pietra che tutto sostiene, tutto unisce, tutto corona, è fra
le più ricorrenti e le più espressive nel linguaggio scritturale e patristico (cfr.
S. Aug. En in Ps. 44, P.L. 36, 512), ed è stata ripresa nella
recente costituzione sulla Chiesa da parte del Concilio Ecumenico (n. 6): è una
figura rappresentativa, sulla quale possiamo e dobbiamo fermare la fantasia ed
il pensiero: la Chiesa è un’immensa costruzione, stupenda e unitaria; in un
altro punto della Scrittura Cristo dirà d’essere Lui il costruttore: «Edificherò
la mia Chiesa!» (Matth. 16, 18).
Ora non pare a voi che questa medesima immagine biblica abbia qui, in questa
Basilica, una sua concreta e simbolica rappresentazione? E che si rifletta in
questa stessa assemblea, da voi composta, un suo riflesso vivente? Non siete voi
la Chiesa di Cristo? Non vi trovate voi in questa immensa aula che ancor più che
contenerla, la rappresenta? E allora non è questo il momento, profittando del
giuoco di ricordi evangelici, di realtà spirituali, di immagini altrettanto
concrete che significative, di prendere . coscienza della santa Chiesa, a cui
appartenete, in cui siete inseriti, a cui voi stessi date vita? «Le pietre vive
chi sono, se non i fedeli di Dio? Lapides vivi qui sunt nisi fideles Dei?»,
si chiede Sant’Agostino (ib.).
Ebbene, sì: questa immagine della Chiesa, simile ad un tempio, ad una casa di
Dio, ci può fare molto pensare: alla sua unità, alla sua solidità, alla sua
santità. Ma ancora, ed è l’esortazione che vi lasciamo: la similitudine della
costruzione ci potrebbe far credere che il disegno di Dio consista solo nella
staticità, nell’immobilità, nella passività degli elementi che compongono la
Chiesa; e così è: ma non solo, non solo! Questi elementi sono vivi! Sono le
anime! E l’edificio stesso è sempre in costruzione, è sempre in crescita, fino
all’ultimo giorno della storia umana. Allora ecco la conclusione: ognuno di voi
parta da questa udienza con la rinnovata convinzione d’essere parte viva della
Chiesa, e di dover contribuire con il suo fervore, e con la sua virtù, ad
edificarla, a farla salire verso nuove altezze, nuove espressioni della sua
vitalità e della sua eccellenza.
Così vi aiuti a comprendere e ad operare la Nostra Benedizione Apostolica.
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