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PAOLO VI
UDIENZA GENERALE
Mercoledì, 19 ottobre 1977
Forti nella fede
Salute a Voi tutti, Fratelli e Figli in Cristo carissimi! Questa
Udienza, come tutte quelle di questo genere, ci rende felici; noi vorremmo a voi
comunicare questo senso di spirituale felicità, che questo incontro ci procura:
Cristo è con noi! (Matth. 18, 20) Noi vi ringraziamo di codesta visita
tanto numerosa e tanto significativa! Che la grazia e la pace di Cristo sia
effusa in voi in abbondanza! (1 Petr. 1, 2) Noi domandiamo a noi stessi,
che cosa possiamo offrirvi per ricompensarvi del dono della vostra presenza;
anzi noi lo domandiamo a Cristo stesso, Che ci incarica di rappresentarlo e dal
Quale tutto noi riceviamo in ordine a questo difficile ufficio, che Egli ci
affida.
Ebbene, noi per primi vogliamo essere obbedienti alla parola, detta da Gesù
Cristo a Pietro, e a noi passata in eredità: «Tu - disse il Signore a Pietro -
conferma i tuoi fratelli» (Luc. 22. 32). Il nostro compito è proprio
questo: di confermare i nostri fratelli; e noi vorremmo che la pienezza, la
forza, la gioia di questa conferma fosse a voi elargita da Cristo, mediante il
nostro ministero di questo incontro. Questa conferma riguarda naturalmente la
vostra fede, che voi ora professate con questa visita all’umile successore di
Pietro, cioè al Papa. Sì, Figli e Fratelli, noi vorremmo che la grazia
particolare di questo momento singolare fosse per voi, e per quanti sono a voi
collegati da vincoli naturali o spirituali, un senso di sicurezza nella vostra
fede cattolica e cristiana. Voi tutti sapete quanto la certezza della fede sia
scossa in tanti cuori degli uomini dei nostri giorni, specialmente per causa
della scarsa conoscenza della vera religione; ovvero per il dubbio che invade la
mente dell’uomo moderno al contatto con la cultura naturale e scientifica, la
quale ci dà prove magnifiche del suo progresso in ogni campo del sapere, e
produce facilmente l’opinione che la nostra mente, studiando e cercando, basta a
se stessa, senza quel supplemento di sapienza, che solo la Fede ci può dare.
E la fede, cioè il nostro assenso alla Parola di Dio, quale ci è insegnata
dalla Chiesa, non è un supplemento superfluo per la vita dell’uomo, ma
necessario per conoscere la verità circa Dio, circa i nostri rapporti con Lui,
circa il nostro trascendente destino, circa le relazioni con i nostri fratelli,
cioè con tutti gli uomini, circa insomma la nostra maniera di pensare e di
vivere. Il senso vero del mondo e della vita ci è svelato dalla Fede, cioè dalla
religione, da quella autentica; e non solo da quella istintiva, sentimentale e
soggettiva, da quella nata forse da qualche nostra esperienza spirituale; o dal
pluralismo vario e incerto di nostri sentimenti e di nostri pensieri
particolari; ovvero ancora da un opportunismo insignificante: e tanto meno da
una mentalità negativa, da una nostra facile trascuranza del mondo religioso,
come se questo fosse una divagazione vana e inutile. La nostra unica e vera
Weltanschauung deve dipendere dalla nostra Fede, che non è certo contraria
alla scienza e al pensiero naturale, a cui anzi essa conferisce stimolo e
conforto.
Noi perciò, quasi a ricordo di questa Udienza, vi ripeteremo le parole
scritte da San Pietro: siate «forti nella fede» (1 Petr. 5, 9).
Con la nostra Benedizione Apostolica.
Nel corso dell’udienza generale, parlando ai pellegrini di lingua tedesca
riuniti nella Basilica Vaticana, il Papa richiama ancora l’attenzione
dell’opinione pubblica sul drammatico sequestro dei passeggeri del «Boeing»
conclusosi felicemente ieri, dopo giorni di trepidazione. Paolo VI coglie
l’occasione per rinnovare l’offerta della sua persona se ciò può servire ad
evitare nuove sofferenze di questo tipo. Ecco le parole del Santo Padre.
Noi avremmo molte cose da dire nel cuore, specialmente in ordine ai
gravi incidenti, tragici e drammatici che in questi giorni hanno fatto parlare i
giornali e soffrire, pregare e trepidare tanti cuori, specialmente nel vostro
Paese. E perciò ripetiamo il nostro augurio e anche la nostra offerta. Se fosse
possibile con un nostro gesto togliere questi inconvenienti, saremmo tanto
felici. Ma sappiate ad ogni modo che vi siamo solidali, uniti nella carità e
nella reale solidarietà dell’amore di Cristo anche per tutte queste pene della
società civile alla quale pure auguriamo il benessere dell’ordine voluto da Dio
e da Cristo.
Ai partecipanti al Convegno Monastico Interreligioso di Praglia
We are happy to greet the monks of Eastern religions who are present at
this audience: those who have participated at the Interreligious meeting on
monastic experience. It is a joy for us to offer you a cordial welcome to the
Vatican. We are pleased to know that, together with our Christian sons, you are
presenting to the world a united witness to authentic spiritual values, which
are so necessary in every age. For all of us prayer and contemplation are noble
ways of reaching God; they are, moreover, essential components of true human
fulfilment. On our part we pray that God himself will bless your efforts and
give you deep peace in the revelation of himself. Thank you for your kind visit,
and we would ask you to take our greetings back to your monasteries at home.
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