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LETTERA DI PAOLO VI ALLA
POPOLAZIONE DELLA DIOCESI DI ROMA
Abbiamo avuto
la gioia di dare il pubblico annuncio della Visita Pastorale di Roma, e già nel
discorso ai Parroci e ai Quaresimalisti dell’Urbe, come pure nella recente
Costituzione Apostolica «Praegraves Supremi Pontificatus», Ci siamo dati premura
di spiegarne lo spirito e le finalità. Ma approssimandosi ormai la data della
sua celebrazione, riteniamo opportuno richiamare ancora l’attenzione del Clero e
dei fedeli di Roma su questo argomento, affinché con piena consapevolezza e
maggior fervore dispongano i loro animi ad un avvenimento destinato a lasciare
per molti anni un’orma profonda nella vita religiosa della nostra Città.
TRASFONDERE NEL POPOLO DI DIO IL FERMENTO VITALE DEL CONCILIO
A prendere una decisione di così grave importanza nel Nostro ministero pastorale
Ci ha mossi l’amore per la Nostra diletta Diocesi e la sollecitudine per i non
pochi e non lievi problemi della sua assi, sterza religiosa, da cui non può e
non deve distoglierci il governo della Chiesa universale; giacché la fede
cristiana di Roma è eredità sacra da custodire e promuovere con ogni impegno, è
un bene che interessa la Chiesa intera.
Dopo l’ultima Visita Pastorale voluta dal Nostro Predecessore di venerata
memoria Pio XI, fatti nuovi hanno trasformato profondamente il volto dell’Urbe.
Ci basti segnalare l’espansione urbanistica e l’enorme incremento della
popolazione in quest’ultimo dopoguerra, che hanno creato nuove situazioni, nuovi
bisogni religiosi e difficoltà pratiche sempre più gravi per l’azione pastorale.
Il Sinodo Romano, celebrato dal Nostro venerato Predecessore Giovanni
XXIII, e il nuovo ordinamento organizzativo che Noi stessi recentemente abbiamo
voluto dare alla Diocesi e al Vicariato, sono gli esempi più significativi delle
cure che i Romani Pontefici in questi ultimi anni non hanno mai cessato di
prodigare per adeguare alle crescenti necessità l’assistenza spirituale del
Popolo Romano.
Ma è soprattutto questo periodo Post-conciliare, con le sue istanze di
rinnovamento spirituale e di adattamento canonico secondo le prescrizioni del
Concilio, che -dà un carattere nuovo e alquanto straordinario al presente
governo pastorale di Roma e impegna più che mai le Nostre responsabilità. Mentre
in ogni parte della cristianità si è all’opera per trasfondere nel Popolo di Dio
il fermento vivificante del Concilio, Roma non può sottrarsi a questo comune
sforzo di rinnovamento, ma tutti deve precedere col suo esempio, perché è la
Diocesi del Papa, il centro della cattolicità, a cui tutto il mondo guarda come
a città posta sul monte, come a faro di vivida luce.
LE FORME E I MEZZI DI AZIONE PASTORALE PIÙ RISPONDENTI ALLE MODERNE ESIGENZE
DELLA VITA RELIGIOSA
In realtà Noi ben sappiamo che la Nostra diletta Diocesi può giustamente essere
additata come esempio in questo momento solenne della storia della Chiesa.
Quanta letizia Ci procurano le notizie del generoso impegno delle belle comunità
parrocchiali, delle famiglie religiose, delle associazioni cattoliche per dare
alle norme del Concilio una effettiva applicazione! Quanta fiducia Ci nasce nel
cuore al pensiero di tante iniziative sorte col medesimo scopo, attraverso le
quali quest’onda di fervore religioso arriverà a molti figli lontani!
La Visita Pastorale da Noi indetta rientra appunto nel quadro di queste
iniziative per l’attuazione pratica del Concilio. Abbiamo deciso di affidare il
compito della sua esecuzione al Nostro Cardinale Vicario. Egli adunque, in nome
e per autorità Nostra, verrà tra voi col solo desiderio di avvicinare tutti, per
tutti avvicinare sempre più a Dio. Attraverso questi contatti, Noi vogliamo
sempre più renderci conto come nelle singole parrocchie vigoreggi la fede, come
fiorisca la pietà, come si osservi la disciplina, come si promuovano le
associazioni cattoliche e le varie opere di carità e di apostolato. Vogliamo
altresì conoscere più da vicino i Nostri sacerdoti, le loro condizioni di vita e
di lavoro, le difficoltà che incontrano, i risultati della loro azione. E se
anche le troppe cure che incombono sul Nostro ufficio apostolico non Ci
consentiranno, come sarebbe Nostro vivo desiderio, di eseguire personalmente la
Sacra Visita, ciò tuttavia non Ci impedirà di seguire passo passo il suo
svolgimento, e di studiare insieme al Nostro Cardinale Vicario i modi per dare
più stretta coesione a tutte le forze cattoliche operanti nella Diocesi e per
rendere le forme e i mezzi di azione pastorale più rispondenti alle moderne
esigenze della vita religiosa.
STRETTA COMUNIONE DI ANIMI, DI CARITÀ, DI AZIONE, DI PREGHIERA TRA IL
PASTORE E IL GREGGE
È chiaro che così vasto programma non potrebbe corrispondere nei suoi risultati
alle Nostre legittime attese, senza una stretta comunione di animi, di carità,
di azione, di preghiera tra il Pastore e il gregge. A tutti i figli della Nostra
diletta Diocesi, perciò, rivolgiamo un caldo appello di generosa e fattiva
collaborazione.
Innanzitutto, ai Nostri carissimi sacerdoti. Essi formano il Nostro presbiterio.
Condividono più da vicino con Noi tutte le ansie e le trepidazioni, le
consolazioni e le amarezze inerenti alla cura pastorale. Col loro zelo e con la
loro pietà sono la forza del Vescovo, la vitalità delle parrocchie e delle
Istituzioni nostre. Da essi, perciò, più che da ogni altro, Noi attendiamo
questa pienezza di collaborazione, affinché dal Popolo Romano sia avvertito il
senso della Sacra Visita, e sia assecondato il suo imperioso richiamo al
rinnovamento interiore.
Accanto a loro, i religiosi e le religiose. Nel piano di un ordinato programma
di attività pastorale che abbracci tutta la Diocesi, quanto diviene preziosa e
per molti aspetti insostituibile l’opera concorde e convergente di queste anime
consacrate a Dio, fedeli alla propria vocazione, e insieme aperte e disposte al
nuovo soffio dello Spirito Santo! Per l’esempio che danno e per il lavoro che
compiono, Noi esprimiamo loro tutta la Nostra riconoscenza.
Infine Ci rivolgiamo al laicato cattolico di Roma, così ricco di energie valide,
di menti elette e di cuori ardenti. A questi Nostri figli diletti che vanno
sempre più acquistando matura coscienza della propria vocazione, delle proprie
responsabilità e della propria missione nel mondo, l’espressione della Nostra
fiducia e della Nostra stima vuol essere il segno delle attese che Noi riponiamo
in essi per la costruzione di una società fermentata del lievito del Vangelo.
«PARATE VIAM DOMINI»: PREPARATEVI ALLA GRAZIA DELLA SACRA VISITA!
È LA VISITA DEL SIGNORE!
Non è questo il momento di delineare tutte le modalità della prossima visita
Pastorale. A suo tempo verranno emanate le opportune disposizioni che
presiederanno al suo svolgimento. Ci preme invece ora, diletti figli, insistere
sulla preparazione spirituale che deve necessariamente accompagnare un
avvenimento di tanta importanza. Vi ripetiamo perciò il richiamo del Precursore
del Signore: «Parate viam Domini».
Preparatevi alla grazia della Sacra Visita! È la visita del Signore! A questo
scopo saranno indette particolari suppliche, alle quali fin d’ora Noi vi
invitiamo a fervidamente partecipare. Unite la vostra alla Nostra trepida voce
per implorare per voi e per Noi quanto necessita perché la Visita Pastorale
segni dovunque un vero rifiorire di vita cristiana. Solo il Signore con la sua
grazia potrà fecondare il nostro lavoro, i nostri desideri, i nostri sacrifici.
Affidiamo alla Vergine Santissima, «Salus populi Romani», il felice
successo di questa iniziativa pastorale. La Madonna ci preceda e ci accompagni,
affinché la Sacra Visita possa veramente riuscire di conforto al Pastore, e
insieme gradita e benefica al Popolo. Ci ottenga Essa di vedere rinnovata in
questa nostra Roma, in occasione della Visita Pastorale, quella prodigiosa
effusione di grazie che si compì durante la sua visita alla casa di S.
Elisabetta; e faccia sì che Roma per il suo fervore spirituale, per il suo
attaccamento alla fede che gli Apostoli le portarono, sia veramente la «Civitas
sacerdotalis» sempre più in armonia con il suo carattere sacro, con la sua
missione e con la sua responsabilità di centro del mondo cattolico.
Mentre insieme invochiamo anche l’intercessione di San Pietro e San Paolo, dei
Santi Martiri e di tutti i Patroni celesti della nostra Città, in pegno dei
divini aiuti impartiamo di cuore al Nostro diletto Cardinale Vicario, ai suoi
degnissimi Vicegerente e Vescovi Ausiliari, a tutto il Clero, ai Religiosi e
alle Religiose, e al tanto caro Popolo Romano, la propiziatrice Apostolica
Benedizione.
Dato a Roma, presso S. Pietro, Domenica «Laetare», 5 marzo 1967, anno quarto
del Nostro Pontificato.
PAULUS PP. VI
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