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LETTERA DI PAOLO VI
FIRMATA DAL CARDINALE SEGRETARIO DI STATO,
AL PRESIDENTE DEL CAL IN OCCASIONE
DELLA XXVII SETTIMANA LITURGICA NAZIONALE

 

Eccellenza Reverendissima,

Il Santo Padre ha appreso con piacere che la XXVII Settimana Liturgica Nazionale, promossa dal Centro di Azione Liturgica, si svolgerà quest’anno a Bologna, dove già ebbe luogo nel 1963, e farà oggetto delle sue celebrazioni e giornate di studio Maria Santissima nel culto e nella vita della Chiesa, riprendendo il tema mariano, già trattato in quelle di Vicenza nel 1954, per approfondirlo alla luce della teologia del Concilio Vaticano II, che ha ricollocato Maria nel contesto della dottrina cristologica ed ecclesiologica.

Non si può pensare a Bologna senza che ritorni alla mente, sul colle della Guardia, il bel Santuario della Madonna di S. Luca, che non solo domina dall’alto la Città, ma è ad essa visibilmente congiunto, mediante il mirabile portico tre volte secolare, con cui la pietà dei padri ha voluto affermare anche plasticamente i vincoli spirituali fra Bologna e la Madre del Signore. Proprio a tali vincoli si riferiva recentemente Sua Santità, nella Lettera inviata all’Em.mo Cardinale Arcivescovo Antonio Poma, in occasione del quinto centenario della discesa annuale della Madonna di S. Luca in Città, per esortare i bolognesi, e non solo essi, a riaffermare, con una coerente vita cristiana, gli impegni assunti con la Vergine (Cfr. AAS 68 (1976) 401-403).

In questa cornice storico-ambientale sembra diventare ancor più significativo il tema della Settimana, dedicato interamente alla Madonna e felicemente enunziato con le parole stesse degli Atti: «Con Maria, Madre di Gesù», con le quali si vuole evocare il posto privilegiato della Vergine sia all’inizio della storia della salvezza, nel Natale (Cfr. Luc. 2, 16), sia alla conclusione della vita terrena del Cristo, sul Calvario (Cfr. Io. 19, 25): sia agli inizi della Chiesa nella Pentecoste (Cfr. Act. 1, 14)

È a tutti noto come il Sommo Pontefice abbia sempre avuto a cuore il culto mariano e come si sia costantemente adoperato per accrescerlo e per renderlo sempre più genuino in tutte le sue espressioni, alla luce dei grandi principii della fede cristiana e nell’ampia prospettiva della vita della Chiesa. A questo scopo Egli pubblicò due anni fa l’Esortazione Apostolica «Marialis Cultus», con la quale ha voluto soprattutto «favorire lo sviluppo di quella devozione alla Vergine, che, nella Chiesa, trae le sue motivazioni dalla Parola di Dio, ed è praticata nello Spirito di Cristo» (PAULI PP. VI Marialis Cultus: AAS 66 (1974) 116).

Il Vicario di Cristo ha quindi rilevato con soddisfazione come nel programma predisposto per la Settimana ci si proponga, sulla linea appunto della «Marialis Cultus», di mettere in evidenza il ricco contenuto dottrinale via via enucleato, dagli inizi della Chiesa fino ad oggi, nelle celebrazioni e nei testi della liturgia mariana, sottolineandone col fondamento biblico, la nota trinitaria e cristologica, per farne poi emergere gli aspetti ecumenici, antropologici e pastorali. È infatti Suo desiderio che i fedeli siano educati ed abituati, mediante una opportuna catechesi ed appropriate istruzioni, a cogliere la ricchezza teologica dei testi liturgici e a trarne le indicazioni pratiche anche per quanto riguarda il modo di esprimere la loro devozione alla Madonna.

Un altro punto del programma che il Santo Padre ama sottolineare, come degno di particolare attenzione per la sua importanza, è quello concernente la relazione tra Maria e la Chiesa, cioè la missione di Maria nel mistero della Chiesa e il suo posto eminente nella comunione dei santi (PAULI PP. VI Marialis Cultus, 28). Questa missione, che si riconnette alla presenza unica di Maria nel mistero di Cristo e all’arcano rapporto tra lo Spirito Santo e la Vergine di Nazareth, era già stata chiaramente esposta e riaffermata dal Concilio Vaticano II (Lumen Gentium, VIII), ma il Sommo Pontefice volle autorevolmente sanzionarla allorché, alla chiusura del terzo periodo del Concilio ed in concomitanza con la promulgazione della citata Costituzione, proclamò Maria «Madre della Chiesa», cioè di tutto il Popolo di Dio, tanto dei fedeli quanto dei Pastori (Cfr. AAS 56 (1964) 1014-1017). Egli rinnova perciò l’esortazione da Lui fatta in quella circostanza che la Vergine sia ancor più onorata ed invocata dal popolo cristiano con tale titolo, che ora ha anche un’espressione liturgica nella nuova Messa votiva De Beata Maria Virgine Ecclesiae Matre, inserita nella seconda edizione del «Messale Romano» (Cfr. Missale Romanum, ed. typ. altera 1975, pp. 867-869).

In terzo luogo il Supremo Pastore vede volentieri che, insieme col culto liturgico alla Vergine, siano prese in considerazione le espressioni della pietà popolare, le quali, quando siano opportunamente e validamente arricchite, nella loro primitiva spontaneità, con forme nuove, che scaturiscano da genuina ispirazione religiosa e da sensibilità pastorale, possono e devono concorrere a rendere il culto alla Vergine, così come auspica la citata Esortazione Apostolica, solido nel suo fondamento, obiettivo nell’inquadramento storico, adeguato al contenuto dottrinale, limpido nelle sue motivazioni, tale cioè da poter anche divenire, sia pur lentamente, non più ostacolo, ma tramite e punto d’incontro per l’unione di tutti i credenti in Cristo (Cfr. PAULI PP. VI Marialis Cultus, 33 et 38). Infatti, come hanno affermato molti Vescovi al Sinodo del 1974 e lo stesso Sommo Pontefice nell’Esortazione Apostolica «Evangelii Nuntiandi» dell’8 dicembre 1975, anche le espressioni della pietà popolare sono ricche di innegabili valori e, se ben orientate mediante una pedagogia di evangelizzazione, possono portare le masse popolari ad un vero incontro con Dio in Cristo Gesù (Cfr. IDEM Evangelii Nuntiandi, 48: AAS 68 (1976) 37-38).

Il Santo Padre fa pertanto voti che la Settimana Liturgica, la quale riunirà attorno ad una significativa presenza dell’Episcopato numerosi sacerdoti, religiosi, religiose e laici, provenienti da tutte le parti d’Italia, impegnandoli nella preghiera e nello studio e intercalando alle lezioni dei relatori celebrazioni liturgiche esemplarmente curate nello svolgimento rituale ed animate dal canto di tutta l’assemblea, sia per tutti i partecipanti scuola di come si celebra ed esempio di come si prega e di come si canta, ma soprattutto accresca in essi l’amore e la vera devozione verso la Madonna, Madre di Cristo e della Chiesa, e rafforzi il loro impegno a tenere alto nella comunità cristiana il nome e l’onore di Maria, in modo che diventi per tutti modello di fede e di piena rispondenza ad ogni invito di Dio e nello stesso tempo di piena assimilazione dell’insegnamento di Cristo e della sua carità.

Con tale speranza, ed assicurando la Sua preghiera per il felice esito del convegno, Sua Santità imparte di cuore all’Em.mo Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Antonio Poma, ed al suo venerato predecessore nella sede di S. Petronio e antesignano nel movimento liturgico in Italia, Cardinale Giacomo Lercaro, al Cardinale Albino Luciani, Patriarca di Venezia, che terrà la prolusione, ed a tutti i Vescovi presenti, al Presidente emerito del Centro di Azione Liturgica, Monsignor Carlo Rossi, a Vostra Eccellenza, agli organizzatori, ai relatori e a tutti i partecipanti alla Settimana una speciale Benedizione Apostolica.

Mi valgo volentieri della circostanza per confermarmi con sensi di distinto ossequio

dell’Eccellenza Vostra Rev.ma dev.mo

G. Card. VILLOT

 

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