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DISCORSO DI PAOLO VI
ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MILANO
Sabato, 21 dicembre 1963
All'On. Signor
Sindaco di Milano, ai Magistrati suoi cooperatori nell’amministrazione del
Comune della diletta Città il saluto ed il ringraziamento del Papa.
Egli
apprezza in maniera singolare il grande atto di cortesia di cui è oggetto e dal
quale nessuno è assente, alla vigilia delle sante feste Natalizie; e pertanto
Egli si dice molto obbligato per il gesto nobilissimo.
Il Signor Sindaco ha
voluto, nel suo amabile, deferente ossequio, accennare a comuni profondi ricordi
e sentimenti. Il Santo Padre ne è lieto e grato: e, a Sua volta, tiene a
dichiarare che, se dovesse abbandonarsi all’onda di memorie rimaste indelebili
nel cuore, dovrebbe tracciare una lunga serie di avvenimenti, di incontri, e
anche, per grazia di Dio, di opere compiute. Trova piuttosto preferibile rifarsi
a taluni punti accennati dal Signor Sindaco, e precisamente là dove enuncia le
peculiari doti dei Milanesi. Sua Santità deve dichiarare che, sin dal primo
giorno del suo governo spirituale dell’insigne arcidiocesi, Egli fece
assegnamento su queste eccezionali qualità, e cercò, con ogni impegno, di
assimilarle, specie quando esprimevano la sostanza dell’anima e delle operose
iniziative, costituendo sempre una vera palestra di bontà, lealtà, slancio e
dedizione. Un vero inestimabile patrimonio, a cui la gente ambrosiana tiene a
rimanere esemplarmente fedele.
Non pensava certo, Colui che oggi è al vertice
della Chiesa universale, di dover un giorno lasciare un campo di apostolato così
fervido nella generosa rispondenza. Tuttavia, come è stato detto, Egli non potrà
mai dimenticare quel periodo di preparazione ai più alti compiti cui la
Provvidenza volle destinarlo; e pertanto è felice, in ogni propizia occasione
come la odierna, di rivolgere ampio e meritato elogio alla cara Città.
Milano
possiede, senza dubbio, un grande titolo di onore, da tutti riconosciuto. Per il
forte influsso esercitato in senso geografico e storico, non solo in Italia e
nell’Europa, ma pure altrove, non escluso l’oriente, il nome della
metropoli lombarda suscita costantemente ammirata stima. E ciò non soltanto nei
settori dell’industria e della tecnica, ma pure nel campo religioso e morale.
Essa custodisce veri tesori di cultura e di vita spirituale alimentati da
secolare, ininterrotta e zelante attività pastorale. Ad esempio, l’istruzione
popolare, la conoscenza del Catechismo, già all’indomani del Concilio di Trento,
hanno avuto provvida irradiazione dalla Sede dei Santi Ambrogio e Carlo.
Il
Santo Padre ama rilevare l’importanza della tradizione religiosa alla luce delle
due Sessioni dell’attuale Concilio Ecumenico, seguite alacremente da lui come
uno dei Padri, la prima, e come Papa la seconda. L’esperienza pastorale
ambrosiana, derivata dall’applicazione delle norme del Concilio Tridentino, può
dirsi tipica.
Milano fa scuola. Non si tratta di frase retorica e nemmeno essa
deve significare un atteggiamento di orgoglio o di vanità. Vuole, invece
riaffermare che, in vantaggio della comunità umana della Nazione, dapprima, e
quindi dell’Europa di domani, elevando sempre più l’insieme e le caratteristiche
delle sue doti naturali, Milano può e deve conservare l’alto onore della sua
missione e della sua responsabilità.
Di qui scaturisce una paterna
raccomandazione dal Pastore di tutte le anime. La diletta Città che Egli molto
conosce - per averla guidata nelle vie di Dio - senta dunque in modo ancor più
efficace la sua missione, la sua vocazione. Lo sguardo della sua gente sempre
rimanga fisso in alto; sia essa convinta che un apporto non indifferente e non
lieve le si chiede per concorrere al primato dei valori spirituali, alla vera
prosperità, a un effettivo bene comune.
È bello rendere omaggio al passato: ma
preciso dovere è pensare al presente e all’avvenire: e porre ogni attività e,
soprattutto, il riconosciuto genio organizzativo a servizio delle cause più
meritevoli, segnatamente di quelle che promuovono la bontà, la carità, il
fervore evangelico. In tal modo Milano sarà una grande luce di progresso civile,
di insegnamento cristiano.
Non manca, a questo riguardo, il voto augurale del
Padre, come ogni giorno si rinnova la sua preghiera e ogni sera la sua
benedizione.
È il saluto fedele e riverente alla carissima Città. Quanto a una
visita del nuovo Papa a Milano, auspicata dal Signor Sindaco, è opportuno
rimettersi alle disposizioni della Divina Provvidenza. È vero che il pensiero
per un viaggio del genere era già stato preso in esame dal Predecessore Giovanni XXIII di v. m. Ma, va ripetuto, la Provvidenza deciderà se quanto è pur vivo
desiderio potrà un giorno effettuarsi.
Ed ora - conclude Sua Santità - la più
ampia ed effusa Benedizione, con rinnovati auguri per la grande solennità
cristiana del Natale, a tutti i presenti, alle rispettive famiglie, alla dilettissima Città ed alla intera Arcidiocesi.
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