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PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA

SALUTO DI PAOLO VI AD UN GRUPPO 
DI PELLEGRINI DELL'ARCIDIOCESI DI MILANO

5 gennaio 1964

                  

Carissimi ambrosiani.

Fra le belle, care e certo indimenticabili emozioni di questi giorni, la vostra presenza rappresenta una nota anche essa tanto commovente e che si aggiunge alle altre per rendere bellissimo, direi ineffabile, questo momento spirituale e questa ora che il Signore ci lascia vivere nei nostri brevi calendari. Vi ringrazio tanto, di questa vostra presenza. Vedo dalle persone che io conosco quale è lo spirito che muove il vostro pellegrinaggio, e immagino che questo spirito coincida precisamente con quello che ha mosso i miei passi nel venire alla Terra Santa. 

Si tratta - lo sapete - come un ritornare alle radici, e di sentire come la linfa che vive, dopo tanti anni e in tanta distanza, nella nostra spiritualità, nella nostra vita religiosa; è la stessa dei principi, delle sorgenti, della più inconfutabile autenticità. 

Ebbene, procurate anche voi di andare a queste radici, di sentirvi veramente presi dal fascino non solo della bellezza dei luoghi, dalla singolarità dei momenti, ma da quanto ci dicono del Vangelo, dei misteri che conosciamo di Nostro Signore Gesù Cristo, cercando di aderirvi veramente con tutta l’anima. Se rimaniamo in tale adesione in questi santi Luoghi, è sperabile, ed io lo so, che saremo poi fedeli anche lontano e in tutte le professioni e i momenti della vita. 

Potrei aggiungere una cosa che non vuole essere adulazione né, quindi, una distinzione che mette della singolarità per quello che io dico e per il sentimento che nutro per voi. Andando in giro e vedendo tutti questi segni della vita cristiana, il mio pensiero ricorre a Milano. Perché mai? Perché quanto c’è qui di buono ricorda molto quello che c’è di buono a Milano. Anzi - e mi piace dirvelo affinché siate confortati e ritorniate pieni di entusiasmo e di vigore alle vostre sedi - lo sforzo di vita cristiana, di organizzazione cattolica, di professione dei sentimenti religiosi, di desiderio di rinnovamento spirituale e fratellanza e nell’intrecciare sempre opere buone, moderne e vive per rendere cristiano il nostro tempo, è testimonianza che viene, nella sua pienezza o almeno in grado superiore, proprio nella diocesi dei Santi Ambrogio e Carlo. 

E allora, mentre dico a voi: dissetatevi a queste sorgenti; aggiungo ancora: diffondetele e fatele vivere, giacché saranno di conforto anche a tanti luoghi aridi dove la professione della vita cristiana - lo vedete qui - incontra difficoltà che noi non conosciamo e che sembrano, naturalmente parlando, insormontabili. Portate così davvero nel cuore l’amore a questa terra, alle comunità cristiane che qui vivono, e qui tengono alto il prestigio del nome cattolico e soffrono pure, nel silenzio, nello stento, nella fatica della impopolarità della loro professione cristiana. Vogliate loro bene, pregate per loro e aiutateli, se potete. So che a Milano si fa anche questo. Ebbene, siate anche per questo incoraggiati e benedetti.

          

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