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DISCORSO DI PAOLO VI
DURANTE LA BENEDIZIONE DELLA PRIMA PIETRA
DEL SANTUARIO DEL PRIMATO AD EL TABGA IN GALILEA

Sabato, 12 dicembre 1964

     

Diletti figli,

Abbiamo molti motivi per dirci veramente lieti di questo incontro, per Noi tanto grato e tanto significativo.

La vostra presenza, infatti, e soprattutto lo scopo che oggi vi ha qui condotti, fanno rivivere nel Nostro spirito le care, soavissime e certamente indimenticabili emozioni del Nostro pellegrinaggio in Palestina. Ed è per Noi sempre cosa gradita rivedere le persone che Ci sono state accanto con tanta abnegazione in quei giorni pieni di letizia e di fatiche, e che con la loro opera preziosa e silenziosa, tanto hanno contribuito alla piena riuscita di quell’evento memorabile.

Era naturale che tra le molte tappe che hanno segnato il Nostro pellegrinare da un luogo all’altro della terra di Gesù, una particolarmente riempisse il Nostro animo di intima e profonda commozione, il luogo cioè che offriva a Noi il ricordo vivissimo del conferimento del Primato all’Apostolo Pietro, quando Gesù gli rivolse le solenni parole: «Pasci i miei agnelli... Pasci le mie pecorelle» (Io. 2 1 , 1 6 ).

Tutto ciò voi avete ben compreso, venendo nella determinazione di far sorgere sul luogo stesso, a El Tabga, il Santuario del Primato. In tal modo ai pellegrini di Terra Santa verrà degnamente ricordato il luogo dove Pietro ricevette da Cristo le Chiavi del suo Regno, e dove dopo venti secoli ritornò umile pellegrino nella persona del suo Successore; e verrà loro altresì offerta la propizia occasione per ravvivare ed esternare la propria fede nella missione di Pietro, l’Apostolo scelto da Gesù per essere il fondamento, il centro, il Pastore di tutta la Chiesa.

Ben volentieri, quindi, accogliendo il vostro desiderio, abbiamo Noi stessi benedetto la prima pietra dell’erigendo Santuario. Ciò vi dica tutto il Nostro apprezzamento per la vostra iniziativa, e vi dica anche la Nostra stima ed ammirazione per l’opera non mai abbastanza lodata che i Figli di S. Francesco svolgono da sette secoli nella terra di Gesù.

Ed allora mentre diciamo a voi tutti: Grazie, figliuoli, per il vostro delicato pensiero, aggiungiamo ancora: Continuate con lo stesso spirito, con la stessa generosità nel vostro apostolato in Terra Santa. Diffondete sempre più in mezzo ai fedeli di tutto il mondo l’amore per i luoghi santificati dalla presenza del Signore. Non cessate di prodigarvi, come sempre avete fatto, a favore delle comunità cristiane che laggiù vivono e non senza innumerevoli sacrifici mantengono vivo il nome e il prestigio della Chiesa cattolica. E procurate ancora che quanti visitano quei santi luoghi, si sentano profondamente presi dal fascino non tanto della bellezza di quella regione, quanto soprattutto di ciò che quella terra dice del Vangelo e dei misteri di Nostro Signore, cercando di aderirvi veramente con tutta l’anima.

Possano così i vostri sforzi, diletti figli, essere benedetti da Dio e coronati da successo. È questo il Nostro augurio più caro e l’oggetto delle Nostre preghiere in questo momento in cui, avendo il piacere di vedervi riuniti intorno a Noi, invochiamo di cuore sulle vostre persone e su tutta la cara Custodia di Terra Santa, la più abbondante effusione dei divini favori, in auspicio dei quali vi impartiamo l’Apostolica Benedizione.

     

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