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DISCORSO DI PAOLO VI
ALLE RELIGIOSE ASSISTENTI TECNICHE
DELLA GIOVENTÙ FEMMINILE DI AZIONE CATTOLICA ITALIANA

Martedì, 5 gennaio 1965

 

Partecipano a questa udienza, in numero cospicuo, le Religiose Assistenti Tecniche della Gioventù Femminile di Azione Cattolica Italiana, venute da ogni parte d’Italia per il loro annuale corso di studio e di aggiornamento. Siamo pertanto lieti di rivolgere la Nostra parola di particolare lode, di augurio, di incoraggiamento anche a voi, dilette figlie, alle quali vogliamo dire anzitutto la Nostra riconoscenza per l’opera sollecita, intelligente, insostituibile, che compite al fianco delle giovani militanti nell’apostolato cattolico. Noi siamo certi che esse trovano in voi altrettante sorelle maggiori, sensibili ai loro problemi psicologici, spirituali, formativi; altrettante guide sicure, che sanno trovare la parola giusta al momento giusto, per orientare decisamente al bene, per consolidare un proposito, per indicare una meta; siamo certi che voi siete per ciascuna di esse una fiamma che arde ed illumina, un modello vivo di donazione e di amore, un esempio continuo di piena corrispondenza tra la parola e la pratica, tra l’ideale e la realtà, tra le aspirazioni e le realizzazioni.

La vostra responsabilità è grande: e la vostra presenza così compatta e assidua a codesti corsi annuali Ci dice che voi per prime ne siete ben consapevoli. Sappiate corrispondere pienamente alla fiducia della Gerarchia Ecclesiastica, alla quale prestate anche voi una collaborazione preziosa; e sappiate porre tutte le vostre energie - secondo lo stimolante argomento di queste giornate di studio - al servizio della Chiesa, che tanto si aspetta da voi. La formazione di una sempre più cosciente mentalità comunitaria ed ecclesiale; gli inviti suadenti della Liturgia, che nelle presenti riforme vuole fornire e alimentare sempre di più questo «sensus Ecclesiae»; i lavori e i fermenti del Concilio Ecumenico Vaticano II, che specialmente con la promulgazione della Costituzione sulla Chiesa hanno aperto nuovi orizzonti all’azione apostolica: tutto esige nei laici cristiani, e particolarmente in quelli impegnati nell’apostolato la collaborazione diretta con la Sacra Gerarchia, la sempre più generosa dedizione al servizio della Chiesa, nella consapevolezza della esaltante vocazione che ad essi è affidata con la grazia del Battesimo e della Cresima, coi doni dello Spirito Santo, nel dinamismo di una vita soprannaturale, che deve svilupparsi «fino alla misura dell’età piena di Cristo» (Eph. 4, 13), nella piena fioritura di tutte le virtù e nell’esercizio dell’apostolato. La vostra particolare vocazione religiosa, che porta a perfezione quella iniziale ricevuta nel Santo Battesimo, dà una particolare caratteristica al vostro servizio della Chiesa: ma essa può e deve essere altresì specchio e modello dell’attività apostolica delle giovani, che vi sono affidate, deve esserne la pietra di paragone, l’incentivo costante, la suadente testimonianza, la guida sicura, l’allenamento progressivo, l’esempio deciso, in un reciproco rapporto di scambi spirituali, che porti voi e le giovani a servire la Chiesa nelle ineliminabili e gravi consegne dell’ora che volge.

Noi vi auguriamo un proficuo lavoro in questa feconda direzione; e vi siamo vicini con la Nostra preghiera, col Nostro incoraggiamento, con la Nostra Benedizione.

                                            

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