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DISCORSO DI PAOLO VI
ALL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE FAMIGLIE
DI FANCIULLI SUBNORMALI

Sabato, 6 marzo 1965

 

Diletti Figli e Figlie!

La Vostra presenza, nella quale spiccano in numero così cospicuo i carissimi fanciulli e fanciulle, a cui vanno le particolari sollecitudini dei genitori, delle insegnanti e dei membri della benemerita Associazione Nazionale Famiglie di Fanciulli Subnormali, Ci riempie l’anima di commosso compiacimento. Siate i benvenuti nella Nostra casa; siate certi della grande benevolenza, che il Papa vi riserva nel Suo cuore; siate consolati e benedetti.

Siamo lieti di potervi dare, con questa Udienza, l’attestazione dell’affetto, dell’interesse, dell’incoraggiamento, con cui seguiamo l’operato della vostra Associazione. Siamo informati di quanto essa viene compiendo in Italia da circa sette anni, a beneficio di questi cari ragazzi e giovanette, per dare loro una educazione appropriata, e prepararli alla vita con adeguato addestramento al lavoro, per il tramite di Scuole e Laboratori e Centri specializzati. Sappiamo quale conforto di solidarietà e di comprensione essa dona alle famiglie, attraverso l’opera delle sue varie Sezioni, sparse un po’ dappertutto ormai in Italia, e come offra loro una concreta e fruttuosa collaborazione, che è motivo di tante speranze in un più fiducioso avvenire.

Tutto questo Ci rallegra intimamente; Ci è pertanto caro esprimervi la Nostra paterna soddisfazione. Continuate dunque su questa via, iniziata con coraggio, con abnegazione, con generosità, sulla quale, in così breve arco di tempo, avete già raccolto frutti notevoli e promettenti. È questo un segno della benedizione di Dio sui vostri sforzi, della compiacenza con cui Egli guarda alle vostre fatiche. Non sta forse scritto nel Vangelo che «quanto avete fatto a uno dei più piccoli tra questi miei fratelli, l’avete fatto a me»? (Matth. 25, 40). E voi, diletti dirigenti e insegnanti della Associazione, con l’aiutare questi fanciulli a raggiungere una autonomia psicologica, economica e sociale, e ad aver così una vita più felice mediante l’efficace inserimento nella società, compiete davanti al Signore un’opera altamente meritoria, fatta nel Suo nome, che non può non attirare il Suo aiuto misericordioso. Né vogliamo dimenticare la provvida assistenza religiosa, che viene impartita con tanta dedizione, competenza, delicatezza dagli zelanti Padri, ai quali essa è affidata. Siate dunque sicuri di questa divina assistenza, che non mancherà di assicurare all’Associazione i più lieti incrementi.

Ci rivolgiamo altresì a voi, genitori e familiari di codesti fanciulli, per assicurarvi la Nostra affettuosa solidarietà ed il Nostro paterno conforto. Le oscure pene del vostro cuore, le trepide speranze che vi animano, la forza d’animo invitta e incrollabile, che finora vi ha sostenuti e vi sostiene, pur in mezzo a cocenti prove e ad alterne incertezze (che solo può intendere chi, come voi, le ha provate), trovano un’eco particolare nel Nostro animo di Pastore e di Padre. Voi avete creduto, nonostante tutto, alla Provvidenza del Signore; voi vi siete affidati a Lui solo, e trovate in questa fede l’alimento per i vostri sacrifici e le vostre lotte. La sofferenza è retaggio dei forti, è aperto segno, diciamo così, della misteriosa volontà celeste, che ci vuol salvi per mezzo della Croce: di questa Croce voi siete stati ritenuti degni, e il Signore vi ha dato la forza per portarla, come vi ha preparato soavissime consolazioni nel progressivo sviluppo delle energie intellettuali e fisiche dei vostri figliuoli, anche per il tramite delle ottime persone, che di essi si curano. Continuate nel vostro segreto sacrificio: la preghiera del Papa vi sosterrà sempre.

Ed ora a voi, carissimi fanciulli e fanciulle. Dopo le parole, che abbiamo rivolte ai grandi - ai vostri papà, alle vostre mamme, ai vostri insegnanti - vogliamo indirizzarci unicamente a voi, per dirvi tutto il Nostro affetto. Direte ai vostri amici che il Papa vi vuol bene? Direte loro che vi ha aperto le braccia, come per abbracciarvi a uno a uno, come faceva Gesù coi bimbi della Galilea? Porterete nel cuore il ricordo di questa gran bella giornata? Ne siamo sicuri. E ancora: saprete essere sempre bravi, buoni, obbedienti? Saprete dedicarvi volonterosamente allo studio e al lavoro? Saprete sottoporvi con pazienza e docilità, per amore di Gesù, agli esercizi, anche difficili e penosi, che servono per il vostro bene? Anche per questo riguardo, ne siamo sicuri: come siamo sicuri che saprete essere sempre lieti, sempre gioiosi, sempre disposti a obbedire ai genitori e alle maestre: non solo qualche volta, facendo come il sole in questi giorni di marzo, che un po’ c’è e un po’ non c’è più, ma sempre, sempre, affinché le vostre giornate siano costantemente sotto un pieno sole di letizia, di grazia, di buona volontà. Anche per voi il Papa prega: e vi chiude tutti nel Suo cuore, in un unico palpito di immenso affetto.

In pegno della continua protezione del Signore su la benemerita Associazione, sui dirigenti e insegnanti, sui familiari e sui dilettissimi fanciulli, di cuore amiamo impartire la Nostra larga e confortatrice Benedizione Apostolica, che vi conservi tutti nella pace del Signore.

                                            

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