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DISCORSO DI PAOLO VI ALLA «PRO CIVITATE CHRISTIANA» DI ASSISI
Martedì,
16 marzo 1965
Vederci
oggi attorniati dalla spirituale famiglia della «Pro Civitate
Christiana» procura al Nostro cuore una soavissima consolazione. Vi
ringraziamo per la vostra presenza. Salutiamo il venerato e caro Don Giovanni
Rossi, animatore instancabile di tutto quanto di bello e di buono compite, nella
sede della Cittadella di Assisi, che è propriamente vostra, come negli altri
campi di apostolato, ovunque il vostro zelo vi spinge a dare una sì necessaria,
e opportuna, e splendente testimonianza a Cristo, come voi la date con l’esempio
e con la parola. Salutiamo voi, diletti figli e figlie, e in voi tutti i membri
della vostra istituzione, nei suoi rami maschile e femminile.
Il ricordo Ci riporta, vedendovi, a quell’oasi di interiore freschezza e
fecondità, che è diventata un centro notevole di spiritualità, di studio, di
santa letizia, e altresì una stimolante presenza nel campo della teologia per i
laici, dell’arte, della cultura, una presenza generatrice di fermenti fecondi
in coloro che si accostano a voi per la prima volta, o vi ritornano con gioia
sempre rinnovata. Nell’incanto di Assisi, nell’inconfondibile atmosfera che
vi si respira, per l’irradiante influsso del suo grande Santo serafico, voi
avete saputo inserire la vostra opera, attingendo dallo spirito francescano le
grandi lezioni della povertà e della letizia, della semplicità e del fervore,
e soprattutto il palpito ardente dell’amore a Cristo Gesù, Divino Salvatore
degli uomini, alla cui pienezza di vita voi volete accostarvi con generosità di
apostoli, e condurre altresì con sforzo coraggioso e ardito la mente e il cuore
degli uomini del nostro tempo: «In captivitatem redigentes omnem
intellectum in obsequium Christi» (2 Cor. 10, 5).
Diletti figli. Continuate su codesta via con inalterato spirito di sacrificio,
con fiducia umilissima e sicura nell’aiuto di Dio, superando difficoltà e
ostacoli, e guardando unicamente al bene delle anime. Nell’incoraggiarvi ad
aver fede e perseveranza, sembra a Noi, mentre vi parliamo, che un’altra voce
si sovrapponga alla Nostra, come in un’eco di cielo, a darle forza e
vibrazione novella: quella dell’indimenticabile e grande Nostro Predecessore
sulla Cattedra di Sant’Ambrogio e di San Carlo, di quel Cardinal Ferrari, di
cui è stata per Noi consolazione e gioia incomparabile incoraggiare l’avvio
dei Processi per la Causa di Beatificazione, quando ancora eravamo a Milano. Da
lui, dal suo zelo pastorale ardente e trascinatore, modernamente aperto alle
esigenze dell’odierna evangelizzazione, dal suo impulso luminoso ha preso
ispirazione la vostra famiglia religiosa. Nel rifarvi a quella fonte
zampillante, a quella forza di esempio e di vita, spesa per Cristo e per le
anime, voi trovate ogni giorno motivo di conforto e di luce per il vostro
lavoro; e il suo incoraggiamento, avvalorato dalla potente preghiera presso Dio
vi sostiene nell’ampiezza e gravità degli impegni assunti.
Vi assista il Signore nel vostro cammino, diletti figli e figlie; fecondi con la
sua grazia le vostre belle e sante iniziative, intraprese per la gloria del suo
Nome, e per l’instaurazione del suo Regno nella città degli uomini. Sappiate
che il Papa vi segue con profonda simpatia, vi invoca l’aiuto celeste e
auspica i più lieti incrementi alla vostra famiglia religiosa: e siate certi
che quanto Ci fate giungere da Assisi circa le vostre attività, i vostri corsi
cristologici, i vostri libri, le vostre Missioni, tutto questo, diciamo,
interessa e rallegra amabilmente il Nostro cuore.
In pegno di questi Nostri sentimenti e voti, vi benediciamo con effusione di
paterno affetto, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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