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 RADIOMESSAGGIO DI PAOLO VI
 ALLE ACLI DI MILANO


Sabato, 1° maggio 1965

       

Signor Cardinale Arcivescovo di Milano!
Venerabili Fratelli,
Vescovi della regione Lombarda!
E voi tutti, Dirigenti e soci delle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani di Milano e della Lombardia!

Avete desiderato ascoltare la voce del Papa, in questa festa A di San Giuseppe Artigiano, nel ventesimo anniversario di fondazione delle benemerite associazioni dei Lavoratori Cristiani. Siamo ben lieti di corrispondere alla vostra richiesta, che Ci dice il vostro antico affetto e la vostra immutata fedeltà; e siamo lieti di rivolgervi una parola in questa celebrazione così significativa per voi e per Noi, che ben ricordiamo tuttora l’origine delle ACLI, le speranze e le attese che ne accompagnarono i primi passi, il loro lento ma sicuro procedere per raccogliere nelle loro file numerose schiere di Lavoratori desiderosi e impegnati all’affermazione dei principii cristiani nel mondo del lavoro.

Noi, spiritualmente presenti a cotesto odierno convegno, uniti con voi nella preghiera, con cui voi avete accompagnato la celebrazione del Sacrificio Eucaristico, in una magnifica fusione di cuori, ravvivata dall’amore per Cristo e per la Chiesa, Noi vi esprimiamo la Nostra compiacenza, il Nostro conforto, il Nostro incoraggiamento. 

Conosciamo le difficoltà, in cui voi vi trovate; ma lungi dallo scoraggiarvi, sappiate prenderne entusiasmo e forza nuova per il proseguimento della vostra missione. Il ricordo degli inizi delle ACLI, quando, vent’anni fa, si trattava di superare contrarietà, incomprensioni ed ostacoli, che allora sembravano insormontabili, nel disorientamento di un mondo sconvolto da tante rovine, quel ricordo, diciamo, vi sia di stimolo e d’orientamento per la presente azione.

Si tratta sempre d’un grande programma. Voi avete assunto la missione - non politica, né sindacale, ma morale, cioè umanamente più ampia e fondamentale - di guidare il popolo lavoratore alla sua elevazione economica, sociale, civile, religiosa, nella coscienza della dignità d’ogni umana persona e d’ogni onesta fatica; nello studio e nella difesa dei suoi legittimi interessi; nella visione superiore e moderna del bene comune, nell’unione salda e fraterna, nella difesa della libertà e nell’attuazione d’una progressiva giustizia sociale. Grande ed arduo programma, certamente. Ma abbiate coraggio. Abbiate fede. Ve lo dice con tutto il cuore chi ha visto con immensa speranza sorgere la vostra istituzione; ve lo dice chi è stato vicino alle vostre aspirazioni ed ai vostri problemi negli anni indimenticabili del ministero pastorale in terra ambrosiana; ve lo dice chi sempre continua a seguirvi con grande affezione ed ampia fiducia.

Continuate nel cammino intrapreso, e già segnato dai magnifici esempi dei vostri migliori: innanzi tutto, fedeltà alla vita cristiana sinceramente professata come forza interiore trasfigurante e come esempio esteriore trascinatore; conoscenza della dottrina sociale cristiana, la quale attende ancora d’essere volenterosamente e integralmente applicata; sforzo per la sempre migliore qualificazione morale e professionale del lavoratore; impegno di servizio e di aiuto ai fratelli, specialmente per coloro che sono provati dalla disoccupazione e dalla sofferenza; e sempre coraggio delle proprie convinzioni, affinché le ACLI siano nell’officina, nello stabilimento, nell’azienda, nel laboratorio, nei campi, negli uffici e nei servizi il lievito che fa fermentare la massa, cioè tutto quel nostro immenso popolo lavoratore, a cui va la Nostra stima ed oggi il Nostro particolare saluto.

Ecco la vocazione, a cui vi chiama l’appartenenza alle ACLI, ecco l’aspettativa fiduciosa che riponiamo in voi.

Mentre preghiamo S. Giuseppe che sia sempre vostro valido intercessore presso Dio per la prosperità delle vostre persone e delle vostre famiglie, per la sicurezza del vostro lavoro, per la pace delle vostre coscienze, Noi vi assicuriamo la Nostra sincera benevolenza, di cui ora vuol essere pegno la Nostra Apostolica Benedizione.

            

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