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DISCORSO DI PAOLO VI
NEL 250° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE
DELL’ACCADEMIA LANCISIANA

Venerdì, 7 maggio 1965

 

Illustre e venerato Professore Alfredo D’Avack!
E voi tutti, distinti Membri della storica Accademia Lancisiana di Roma!

Siamo onorati e lieti della vostra presenza, e vi ringraziamo di cuore per il tratto di amabile deferenza, che vi ha portati da Noi, nella solenne commemorazione del 250° anniversario di fondazione dell’Accademia. È un gesto che luminosamente vi qualifica nella vostra dirittura di uomini, nella vostra autorevolezza di studiosi e di medici, nella vostra schiettezza di credenti: e ve ne esprimiamo il Nostro aperto compiacimento.

È motivo di vera soddisfazione l’accogliervi stamani, nella circostanza profondamente significativa della celebrazione. Le sue parole, Signor Presidente, hanno concisamente rievocato le origini e gli sviluppi, che la benemerita Accademia ha avuto in questi duecento cinquant’anni di alterne vicende, fino alla magnifica rifioritura, che ora la presenta nuovamente al mondo medico internazionale nel prestigio dei nomi, ad essa associati, e nella risonanza dei contributi scientifici, di cui essa si rende il tramite fecondo e stimolante. A chi riguardi con occhio sgombro da pregiudizi il lontano inizio di codesta Accademia, non può sfuggire come essa sia stata un’espressione felice, volonterosa, geniale della sollecitudine instancabile della Chiesa sia per il progresso della scienza medica, sia per la formazione appropriata dei medicinae tyrones mediante la consuetudine con i maestri e la pratica esercitazione, sia per il sollievo e la cura dei pazienti. Nell’istituire l’Accademia come «palestra» di formazione e di preparazione scientifica, destinata particolarmente ai futuri cultori della medicina, l’illustre Archiatra di Clemente XI, Monsignor Giovanni Maria Lancisi, riattestava chiaramente con l’eloquenza dei fatti l’interesse e le premure della Chiesa per il progresso della medicina, a cui recava l’augusto incoraggiamento dello stesso Pontefice.

A Noi pertanto, che consapevolmente e umilmente portiamo il peso del Romano Pontificato, torna gratissimo accogliere in voi gli autorevoli continuatori di un’opera sorta con auspici così luminosi, e di così chiaro impegno scientifico e spirituale. Poiché la Nostra missione Ci sospinge a scoprire, avvalorare e confermare le buone e sane energie del bene in tutti i campi della vita sociale - e specialmente negli uomini della scienza e della cultura, perché essi maggiori e più gravi talenti hanno ricevuto da Dio - questa vostra presenza oggi, presso il Successore di Pietro, Ci dice che la vostra appartenenza all’Accademia, a cui portate il lustro del,vostro nome e dei vostri studi, non è soltanto un titolo di onore e di impegno puramente scientifico, ma è un programma di spirituale irradiazione, di umana rettitudine alimentata alle fonti perenni del Vangelo, di generosa presenza a favore dei fratelli sofferenti, e, lasciateci dire, di coerente testimonianza cristiana, forse anche di apostolato, nella aperta fedeltà alle proprie convinzioni religiose, che, come ottimamente sapete, non mortificano le qualità personali e professionali, ma le pongono a tutto sbalzo nel dovuto rilievo, in cui pienamente manifestarsi e dar frutti fecondi e positivi.

Noi siamo certi che, per ciascuno di voi, l’essere parte attiva di codesto eletto Sodalizione corrisponde a tali nobili sentimenti, alle radicate convinzioni che formano l’autorità e il pregio della vostra persona. È l’augurio che vi facciamo di tutto cuore, per il bene profondo e sincero che vi vogliamo.

A questi voti, rivolti a ciascuno di voi, amiamo aggiungere un augurio, altrettanto cordiale, per la vostra storica Accademia, che tiene alto il nome dell’Urbe nel concerto della collaborazione medica italiana e internazionale: e cioè che essa possa essere strumento di intesa reciproca, di scambi fecondi di studio e di esperienza, e di pacifiche affermazioni per i progressi della scienza medica! Le esigenze dei nostri tempi, rivolte ad una sempre più stretta cooperazione; la molteplicità e rapidità dei mezzi di comunicazione; l’ansia di universale fratellanza, al di là di ogni barriera, favoriscono al massimo grado anche le condizioni e gli sviluppi della medicina: i mutui apporti di contributi scientifici e pratici, come la feconda emulazione ne fanno avanzare il cammino, favorendo altresì il reale progresso dell’umanità, a cui essa porta ininterrottamente le definitive acquisizioni di qualche provvidenziale conquista. Vista sotto questa luce, l’Accadernia Lancisiana può dunque consolidare la sua funzione di particolare rilievo, ed essere punto d’incontro e un tramite stimolatore di una fruttuosa collaborazione, col prestigio del suo nome e della sua autorità.

Sappiate che, come è avvenuto all’aurora promettente di codesta Accademia, così anche oggi l’umile Vicario di Cristo è ad essa vicino, ne vede con viva simpatia e ammirazione la presenza e l’attività, ne accompagna con la preghiera e con l’affetto voi, che ne siete i membri; ed è sicuro che sapete corrispondere a questi sentimenti con fedeltà di uomini di scienza e di fede, nell’esercizio della vostra alta missione di carità e di fratellanza.

I Nostri voti sono avvalorati dall’Apostolica Benedizione, che di cuore impartiamo a voi ed ai vostri diletti familiari, invocando il continuo aiuto di Dio su le vostre quotidiane fatiche.

Sua Santità saluta la Federazione Internazionale dei donatori di sangue nei seguenti termini:

Nous Nous adressons maintenant en langue française aux Membres du Bureau de la Fédération Internationale des Organisations des Donneurs de Sang pour leur souhaiter la bienvenue.

Chers Messieurs, vous êtes venus à Rome pour préparer le cinquième congrès international de votre Fédération, qui doit se tenir à Caracas, et vous n’avez pas voulu séjourner au centre de l’Eglise sans venir Nous rendre visite. Nous sommes vraiment très touché de ce geste et Nous formons les meilleurs vœux pour la réussite de la rencontre mondiale que vous organisez, ainsi que pour le développement de vos différentes associations.

Comme vous le savez, ce n’est pas la première fois que Nous manifestons l’importance que Nous attachons à cet acte généreux, qui consiste pour un homme à donner une partie de son sang pour le service de ses semblables. C’est là une pratique dont la valeur humaine et chrétienne est incontestable; aussi est-ce bien volontiers que Nous encourageons tous ceux qui l’adoptent ou la propagent.

                                                          

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