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DISCORSO DI PAOLO VI
AGLI ALUNNI DEL SEMINARIO LOMBARDO DI ROMA
Martedì, 15 giugno 1965
Il Santo Padre esprime, anzitutto, affettuoso ringraziamento per la visita.
Il Seminario Lombardo gli è sempre molto caro, sia perché ha avuto l’onore di
esserne stato alunno, per cui all’Istituto è legato il suo cuore e un’imperitura
riconoscenza, sia perché ha avuto la fortuna e il dovere di occuparsene durante
gli anni di governo della Arcidiocesi di Milano.
Sua Santità ricorda il precedente Rettore, Monsignor Bertoglio, e l’attuale,
Monsignor Maggioni, dicendosi felice di averlo dato Egli stesso a guida del
Seminario. Proprio a Monsignor Maggioni si deve il compimento della nuova
sistemazione, assai difficile. Sia egli ringraziato per la premura ammirevole
portata in tale impresa.
Il Santo Padre aggiunge che questo Istituto gli è caro anche perché interessa
l’avvenire di numerose diocesi. Questa scuola ha una importanza determinante per
il clero italiano: ed ha già dato molto alla Chiesa. Senza dubbio gli Alunni
sono consapevoli di essere alle sorgenti di una linfa, che può alimentare con
grande ricchezza il loro sacerdozio. Non certo per fare discriminazioni o
accampare motivi d’una tal quale aristocrazia: ma è confortante potersi
ricondurre, in ogni circostanza, a questo centro della Cristianità, vicino al
Successore di Pietro, per gli studi e per gli indirizzi culturali e pastorali.
Può darsi che non manchino voci di novità, di revisioni nell’attività
sacerdotale. Ci sono cose buone: noi non escludiamo alcuna critica, non vogliamo
porre censure. Ma ciò che preme è l’assoluta fedeltà a quanto l’educazione
romana offre: indirizzi di pensiero, di scienza, di formazione, da trasfondere
in altri confratelli. Il Papa è sicuro che questo senso di responsabilità,
questo proposito di oculata diligenza sì da non lasciare passare indarno la
Grazia del Signore, i diletti giovani posseggono nel cuore. Ed Egli ringrazia il
Divino Maestro non soltanto per la conclusione felice di corsi e di esami, ma
anche perché ora, chiudendo il bilancio dell’anno scolastico, arricchito di
tanti doni celesti, i giovani dovranno operare un buon raccolto: «Colligite
fragmenta ne pereant». Anche le piccole cose della vita romana hanno
rapporto con il quadro ben più vasto della vita universale della Chiesa. Gli
allievi del «Lombardo» saranno certamente capaci di riviverle, di riesprimerle,
tornati alle loro diocesi, di renderle sempre fruttuose. La Chiesa, a questo
riguardo, fa molto affidamento su figli tanto eletti.
Portate nel cuore - conclude Sua Santità - la gioia di aver imparato a
percorrere i sentieri della vera scienza e della sapienza. Siate romani di cuore
nella maniera in cui Cristo si è romanizzato, facendo vostro quanto oggi offre
la vita della Chiesa al mondo. Siate generosi, grati al Signore e fedeli nel
raccogliere e valorizzare il talento datovi dalla Chiesa. Questo il modo
migliore di ringraziare i vostri Vescovi, i vostri educatori.
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